UN CIELO STELLATO SOPRA IL GHETTO DI ROMA/ Giulio Base celebra la memoria

- Carmine Massimo Balsamo

Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma, la recensione del film di Giulio Base sulla Shoah, disponibile da oggi su Raiplay

un cielo stellato sopra il ghetto di roma
(Una scena del film)

Un teen movie per raccontare la Shoah ai più giovani: una sfida ardua ma pienamente vinta da Giulio Base con Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma, disponibile da oggi su Raiplay e in onda su Rai sabato 6 febbraio 2021. Un film che fa parlare il presente, guardando al passato con un’ottica verso il futuro. Del resto certi valori, la memoria e il ricordo, sono senza tempo…

SINOSSI – Il passato si intreccia col presente: il ritrovamento di una lettera contenente una misteriosa fotografia ingiallita che ritrae una bambina porterà un gruppo di giovani studenti alla ricerca della verità. Cercando di svelare il mistero che si cela dietro la foto, i ragazzi affrontano un viaggio attraverso la memoria di un passato doloroso e difficile da dimenticare come quello del rastrellamento del quartiere ebraico di Roma. E pur appartenendo a confessioni religiose diverse, provano a trasformarlo nell’occasione per una riflessione collettiva camminando insieme nel loro primo impegno esistenziale, personale, culturale.

Da un soggetto di Israel Cesare Moscati e Marco Beretta, Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma non è solo un intreccio adolescenziale e il racconto non è animato unicamente dalla pietà per le vittime del tragico sterminio. Giulio Base, che ha firmato anche la sceneggiatura, accende i riflettori sulla voglia di sapere e di scoprire. Per non dimenticare, per non permettere che quel terribile orrore accada di nuovo.

A differenza dei due precedenti lungometraggi, gli ottimi Il banchiere anarchico e Bar Giuseppe, il cineasta di Torino si mette a disposizione del film, a servizio di una storia che si pone l’obiettivo di coinvolgere le ultime generazioni: è un film per i giovani, che parla direttamente ai ragazzi con il linguaggio semplice che appartiene a loro.

Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma ci racconta la Shoah da una prospettiva nuova ed ha il grande merito di porre l’accento sul dialogo tra religioni. Ogni parola è pesata, ma a colpire è soprattutto il silenzio: bastano le immagini per suscitare emozioni. Anche perché il cinema è in primis immagini…

Il cast è ricco di giovani e promettenti attori – troviamo anche i figli di Giulio Base, Valerio e Vittorio – bravi a mettersi in gioco con lo scopo di spendere ogni energia in funzione della storia. La narrazione ricorda per certi versi il Radu Jude di I Do Not Care If We Go Down in History as Barbarians, mentre la fotografia in bianco e nero è “figlia” del cinema degli anni Sessanta. Infine, menzione particolare per la scelta di inserire nel commento sonoro “Tutto quello che un uomo” di Sergio Cammariere, tra le canzoni italiane più belle degli ultimi trent’anni.

Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma merita di finire nell’elenco dei migliori film dedicati alla Shoah e può senz’altro aiutare gli adolescenti a prendere coscienza della tragedia più alta della storia dell’umanità. Sarebbe un bellissimo segnale veder trionfare questo film ai David di Donatello nella categoria “Premio David Giovani”, assegnato da una giuria di giovani delle scuole superiori e delle università.

VOTO: 8

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