TORINO-MILAN/ Aspettando Zeman, da Nocerino all’inferno (e ritorno)

- Filippo Costa

Tra errori, “regali”, prodezze e sviste, la sfida tra Torino e Milan non si è fatta mancare nulla. Alla fine i rossoneri hanno avuto la meglio, vincendo 4-2. Il commento di FILIPPO COSTA

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Antonio Nocerino (Infophoto)

Quando al minuto 28 Antonio Nocerino si trasforma in assist-man del Torino e serve Mario Santana che, comodamente in fuga, mette a sedere Marco Amelia e porta in vantaggio i granata, tutto sembra far presagire il peggio. Il Milan prima di allora era parso tonico, ma ancora non era riuscito a infilare Jean Francois Gillet. Fortuna che prima della fine del primo tempo Robinho riesce a trovare il pareggio. Tra l’altro il brasiliano realizza un gol di pregevole fattura, decisamente sorprendente se si pensa alle reti che si è divorato in passato. Non sono quindi mancate le emozioni nella prima frazione di gara e la ripresa è potuta  cominciare senza troppi patemi per i rossoneri.

Ne ha approfittato subito Nocerino che, sfruttando una respinta corta di Gillet su un cross di Stephan El Shaarawy, ha portato in vantaggio i rossoneri all’ottavo minuto con un colpo di testa, facendosi così perdonare il folle piacere fatto agli avversari nel primo tempo. La partita si è quindi messa in discesa per gli uomini di Massimiliano Allegri, che hanno infilato ancora la porta granata con Giampaolo Pazzini (evidente però il fallo dell’attaccante milanista su Salvatore Masiello) ed El Shaarawy (anche lui facilitato da un’uscita poco sicura di Gillet). Solo nel finale ci sono stati dei brividi: Rolando Bianchi ha infatti accorciato le distanze di testa, sfruttando lo sbilenco piazzamento dei centrali rossoneri (Mario Yepes e Philippe Mexes) e poco dopo ci sono state flebili proteste dei padroni di casa per un tocco di mano in area da parte di Massimo Ambrosini. Insomma, tra errori, “regali”, prodezze e sviste questa sfida non si è fatta mancare nulla.

Con questa vittoria il Milan dimentica in fretta la sconfitta patita in casa contro lo Zenit San Pietroburgo e può continuare la rincorsa della zona coppe. Il traguardo per ora è distante 5 punti (tanti sono quelli che separano i rossoneri da Roma e Fiorentina – e dalla Lazio, che però giocherà domani sera a Bologna) e mancano tre partite alla fine del girone di andata. Quella più importante sarà prima di Natale: il 22 dicembre gli uomini di Allegri sbarcheranno infatti all’Olimpico per affrontare la Roma.

Contro lo squadra di Zdenek Zeman ci si giocherà la possibilità di accorciare il distacco dalle zone nobili della classifica e certamente sarà interessante vedere come la difesa rossonera (non impeccabile finora) affronterà l’attacco giallorosso. Bisognerebbe cercare di ripetere l’impresa compiuta contro la capolista Juventus. Prima però l’impegno con la Coppa Italia in casa contro la Reggina e poi la partita, sempre a San Siro, contro il Pescara. In quell’occasione il Milan festeggerà coi suoi tifosi il suo compleanno numero 113: speriamo che gli ospiti non portino in regalo una torta avvelenata.

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