PARMA MILAN/ Attento Allegri, tra un po’ avrai bisogno della “vecchia guardia”

- Filippo Costa

Minimo sforzo, massimo risultato. Il Milan torna a casa dalla trasferta di Parma con tre punti guadagnati senza sudare troppo, e manda un bel segnale alla Juve. La rubrica di FILIPPO COSTA

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Emanuelson (Foto: Infophoto)

Minimo sforzo, massimo risultato. Il Milan torna a casa dalla trasferta di Parma con tre punti guadagnati senza sudare troppo, manda un bel segnale ai bianconeri che stanno per scendere in campo in un Franchi bollente e rivede Ringhio Gattuso correre felice su un campo di calcio. Questo il bilancio di una gara che finisce 2 a 0, senza eccessive emozioni.
Grazie a un avvio deciso di un Parma ben messo in campo da Roberto Donadoni, i rossoneri iniziano un po’ distratti e spaesati, almeno fino al primo gol di Ibrahimovic. Al 16’ il tiro di Emanuelson viene parato da Zaccardo, l’arbitro indica il dischetto del rigore e lo svedese timbra il cartellino.
La gara prende una piega diversa, i gialloblu pian piano perdono fiducia e il Milan inizia a venire fuori grazie all’intesa Ibrahimovic-Emanuelson e alla fantasia di El Shaarawi. Gli errori però non mancano: l’olandese si mangia un gol già fatto tirando alle stelle sulla respinta di una punizione di Ibra. Thiago Silva rischia l’autorete centrando la traversa alle spalle di Abbiati deviando di testa. Anche Ibrahimovic non è lucidissimo quando si allunga incredibilmente il pallone in un uno contro uno perso con Mirante.
Nella ripresa bastano comunque dieci minuti per il chiudere il match. Emanuelson si fa perdonare con una grande galoppata, favorita dal velo di Zlatan Ibrahimovic, si presenta davanti al portiere avversario, lo salta e deposita in rete. Dopodiché il Milan amministra cercando di pungere ancora senza successo, mentre la traversa e Christian Abbiati salvano la porta rossonera.
Allegri attende addirittura il novantesimo per far riassaggiare l’erba al numero 8 rossonero, Gennarino Gattuso, invocato a lungo dalla curva e applaudito da tutto lo stadio. Fa rientrare Aquilani nel finale, ma ancora una volta sceglie di negare a Pippo Inzaghi uno scampolo di partita. Misteri di quel “toscanaccio” del ct rossonero che al 32’ del secondo tempo toglie il Faraone, ma fa entrare Maxi Lopez.
La stagione sta per entrare nel momento più caldo e non sarebbe una brutta cosa avere tutti gli uomini motivati e compatti verso l’obiettivo. 

Fra tre giorni infatti inizia il tour de force: il Milan affronterà la Vecchia Signora a Torino in una gara ad alto contenuto simbolico, poi ci sarà la Roma a San Siro e soprattutto il Barcellona di Messi nel vero grande spartiacque della stagione. Sono gare in cui la “Vecchia Guardia” potrebbe dare qualcosa in più, caro Allegri. Non abbia così fretta di mandare in pensione chi ha fatto la storia…



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