PALERMO-MILAN/ Tripletta Ibrahimovic: tre gol per tre giornate di squalifica, che risposta!

- Filippo Costa

Dopo la sfortunata sfida casalinga con la Juventus, il Milan offre una grande prova di forza al Barbera, rifilando 4 gol al Palermo. I bianconeri avranno filo da torcere. FILIPPO COSTA

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Zlatan Ibrahimovic: contrordine, questa sera lo svedese gioca (Infophoto)

Non tutti i mali vengono per nuocere. Non ci sono dubbi: il gol di fantasma sfuggito a Tagliavento e Romagnoli in Milan-Juventus e le polemiche della settimana con la Vecchia Signora hanno tirato a lucido i rossoneri. Quello che è sbarcato allo Stadio di Palermo contro i rosanero è infatti il più bel Milan della stagione.
Difesa senza Mexes (squalificato tre giornate per il cazzotto rifilato a Marco Borriello nella guerriglia del Meazza), Ambrosini capitano, affiancato dall’ex Nocerino e dal generoso Sulley Alì Muntari. Davanti la coppia Robinho-Ibrahimovic supportata dal funambolico Emanuelson (costretto a uscire al 9’ del secondo tempo).
Il fuoriclasse svedese si fa perdonare subito a suo modo per la stupida squalifica che l’aveva costretto a saltare tre gare, compreso il big match con la Juve. Tre perle nel primo tempo (al 21’, al 31’ e al 35’) chiudono la gara. Prima un sinistro chirurgico che scavalca l’incolpevole Viviano, su assist di Robinho. Poi la finalizzazione da manuale del calcio di un contropiede 4 contro 3. Infine il colpo da biliardo da fuori area: destro a giro, palla in rete nell’angolino alla sinistra del portiere palermitano.
Nel secondo tempo in gol anche Thiago Silva, che corregge in rete un cross perfetto di El Shaarawy.
Ma al di là del risultato particolarmente rotondo, del Milan di questa sera ha colpito quel mix perfetto di decisione e lucidità che permette di raggiungere il risultato senza andare in affanno. I ragazzi di Mister Allegri hanno saputo ritrovare gli “occhi della tigre”, mettendo da parte però il nervosismo che si era visto sabato scorso nel tunnel di San Siro.
Ciliegina sulla torta? L’ingresso di Pippo Inzaghi al 37’ del secondo tempo, chiesto dalla Curva Sud e concesso dall’allenatore toscano, è un piccolo premio a un professionista che per la maglia ha sempre fatto il possibile e l’impossibile. Il suo scatto al 42’ fermato dal guardalinee è un colpo al cuore, così come l’impegno di Ambrosini per metterlo davanti al portiere avversario, mentre Ibrahimovic ed El Shaarawy preferiscono l’inutile accademia dei colpi di tacco.
C’è comunque poco tempo per festeggiare, l’agenda prevede la trasferta di Champions League con…

L’Arsenal martedì, poi un nuovo duello a distanza con i bianconeri (Milan a San Siro con il Lecce, Juve in trasferta a Genova).
Il segnale lanciato dai rossoneri alla Vecchia Signora, che sta per scendere in campo contro il Chievo, è inequivocabile: fino alla fine sarà battaglia e a contare non saranno solo i piedi, ma soprattutto i nervi…



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