MILAN-GENOA/ Caro Galliani, squadra che non vince si cambia

- Filippo Costa

Il Milan batte a fatica il Genoa a San Siro, ma il distacco dalla Juventus resta sempre di tre punti. Solo la matematica tiene in gioco i rossoneri: troppo poco per sperare nello scudetto

milan_boateng_R400
Kevin Prince Boateng (Infophoto)

Ormai resta solo matematica a tener vive le speranze scudetto del Milan. Nei fatti il recupero della trentatreesima giornata lascia invariato a tre punti il distacco dalla Juventus, ma il tempo che passa gioca a tutto vantaggio dei bianconeri: alla fine dei giochi mancano infatti solo quattro partite. Certo, la matematica dice che ci sono ancora dodici punti tutti da giocarsi, il problema è che per ottenere un risultato bisogna perlomeno metterci grinta, avere i famosi “occhi della tigre”. Quelli che contro il Genoa non si sono visti, quelli che dall’eliminazione dalla Champions League sono spariti anche contro le cosiddette “piccole”, che la squadra di Massimiliano Allegri regolarmente asfaltava, inceppandosi invece solo in occasione degli scontri diretti.

Il primo tempo del match di San Siro ha visto gli undici rossoneri abulici e incapaci di impensierire Sebastien Frey. Alla fine sono stati gli ospiti a poter recriminare per un fallo di mano in area di Alessandro Nesta. Nella ripresa almeno un paio di scosse hanno cercato di rompere l’inerzia della partita: l’ingresso in campo di Antonio Cassano e Kevin Prince Boateng e l’espulsione di Bosko Jankovic. Il talento barese non è certamente ancora in condizioni ottimali, ma ha cercato di portare un minimo di imprevedibilità laddove nemmeno il giovane Stephan El Shaarawy è riuscito a risultare incisivo; “il Boa” è riuscito a sbloccare una situazione che si stava facendo assurda: Milan bloccato in casa da un avversario con un uomo in meno e con alle spalle la pessima prova di domenica con i suoi tifosi.

Difficile quindi affidarsi alla matematica: viste le ultime prestazioni sembra già un’impresa riuscire a battere Siena, Atalanta, Inter e Novara. Figuriamoci sperare che la Juventus possa sbagliare due partite tra quelle contro Novara, Lecce, Cagliari e Atalanta. Diciamolo chiaramente, tutto è nelle mani della Juventus: o decide di scucire lo scudetto dalle maglie rossonere oppure di lasciarcelo attraverso un vero e proprio harakiri proprio alla fine di una stagione che potrebbe concludere senza aver subito nemmeno una sconfitta.

Si spera che almeno in queste settimane in via Turati si stia lavorando già alla prossima stagione: qualcosa che vada al di là della presentazione delle nuove maglie, magari immaginando nuovi giocatori che le possano indossare. Se è vero che squadra che vince non si cambia, cosa succede quando i risultati sperati non arrivano? 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori