SIENA-MILAN/ Caro Allegri, vincere non basta

- Filippo Costa

Tutto come previsto, tutto secondo copione. Juventus e Milan travolgono Novara e Siena, la ‘lotta’ scudetto si trascina senza sorprese e l’esito già scritto. Il punto di FILIPPO COSTA

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Massimiliano Allegri (Infophoto)

Tutto come previsto, tutto secondo copione. Juventus e Milan travolgono Novara e Siena, la “lotta” scudetto si trascina senza sorprese e l’esito già scritto, che vede i bianconeri festeggiare il tricolore, si avvicina sempre di più.
Lo si capisce dal volto di Max Allegri al gol di Cassano al 26’ che sblocca la gara al Franchi. Il ct rossonero resta impassibile, non fa una piega, anche perché a Novara la Juventus è in vantaggio dal 16’ grazie a Vucinic e sta per strabordare. I rossoneri hanno però il merito di onorare fino alla fine il loro campionato, ottimo anche se non perfetto.
L’undici iniziale, tra l’altro, porta con sé inevitabili rimpianti. Dove sarebbe questo Milan se tutto l’anno avesse potuto schierare il trio Cassano-Ibra-Boateng? Difficile dirlo, anche se chiederselo non cambia le cose. In campo poi c’è anche l’altro infortunato eccellente dell’anno, quel Rino Gattuso fermato ai box per tutta la stagione a causa di un problema al nervo ottico che aveva fatto temere per la carriera del granitico numero 8 rossonero.
Alla fine l’asse Ibra-FantAntonio ne farà tre, a riprova di un feeling tra i due davvero speciale. L’attaccante svedese, sempre più lanciato verso la conquista del titolo di capocannoniere (oggi a quota 26), è infatti un solista capriccioso, che però con il fantasista di Bari Vecchia sembra davvero disposto a duettare.
Il primo gol parte proprio da loro due. Ibra entra in area dalla destra, cerca il compagno con un passaggio troppo sul portiere, Brkic pasticcia, regala palla a FantAntonio che deposita nel sacco. Due minuti dopo, al 28’ Ibrahimovic ha tutto il tempo di saltare il difensore avversario e siglare il raddoppio con una sventola sotto l’incrocio. A questo punto i rossoneri iniziano con l’accademia: leziosità, tacchi, giochi di prestigio, fino, addirittura, al gol di Bogdani al 38’ del secondo tempo.
La squadra capisce che c’è poco da scherzare, riaccende il cervello e in quattro e quattr’otto mette a segno altre due reti. Al 45’ con un assolo funambolico di Nocerino, vero uomo Jolly di quest’anno, e al 49’ con una nuova perla del duo Cassano-Ibra. Finisce 1-4, anche se alla fine nessuno sembra avere molta voglia di festeggiare. A tre gare dal termine, infatti, la Juve è sempre a +3 (+4 grazie agli scontri diretti). Il Milan mercoledì affronterà l’Atalanta, poi il derby e l’ultima gara col Novara. I bianconeri invece incontreranno sul loro cammino Lecce, Cagliari e Atalanta. Fra pochi giorni però vivranno il loro primo match ball e, anche se senza dare nell’occhio, potranno iniziare a preparare i loro caroselli.

In casa Milan invece è il momento delle grandi scelte per il futuro: il “duo delle meraviglie” messo in campo oggi è davvero il nucleo su cui si può impostare la prossima stagione, affidando i destini di tutto il gruppo ai piedi e alla testa di Ibrahimovic? Meglio migliorare l’esistente, che non è certo da buttare, o è più saggio cambiare filosofia? Ma soprattutto, a chi affidare la prossima rosa rossonera? A Galliani e al Presidente Berlusconi l’ardua sentenza. Meglio rompere gli indugi, la stagione non è stata fallimentare, ma è comunque finita.



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