MILAN-ATALANTA/ Allegri lascia o raddoppia: nel mirino panchina e derby con l’Inter

- Filippo Costa

Mentre la Juventus, grazie alla papera di Buffon, si fa rimontare dal Lecce, Sulley Muntari spiana la strada al Milan, che batte l’Atalanta. Il commento di FILIPPO COSTA

Muntari_EsultanzaR400
Sulley Muntari (Infophoto)

Ci voleva un harakiri della Juventus per riaprire il campionato. E il povero Gianluigi Buffon ha provveduto con un’incredibile papera che ha regalato il pareggio al Lecce. Potrebbe essere un errore decisivo, un po’ come quello di Roberto Romagnoli, il famoso guardalinee che non ha visto il gol di Sulley Muntari nel match di San Siro tra Milan e Juventus. Ma a parte “rivendicazioni” ormai sopite anche da parte di Massimiliano Allegri, il ghanese si sta nel frattempo rivelando una pedina sempre più preziosa per il tecnico livornese. Arrivato defilato nel mercato invernale, è stato buttato in campo a febbraio e nella sua prima partita in maglia rossonera è andato subito in gol. Dopo la rete “fantasma” di San Siro, ha sbloccato la difficile trasferta di Verona e ieri ha infilato l’Atalanta.

Certo, a differenza di Antonio Nocerino, per ora sta collezionando più cartellini gialli che gol, ma ieri a San Siro ha messo la partita subito in discesa. E dire che all’inizio sembrava impossibile passare. Non erano gli avversari a preoccupare, quanto l’incapacità di concretizzare le occasioni create. Antonio Cassano, Kevin Prince Boateng e Zlatan Ibrahimovic trovavano sempre la risposta pronta di Andrea Consigli. Per fortuna il tutto è durato lo spazio di nove minuti. Che sfortuna sapere che nel frattempo a Torino anche la Juventus era passata in vantaggio!

Con la mente forse un po’ troppo altrove (ma è comprensibile quando si sa che l’obiettivo finale non dipende tanto dalla vittoria propria quanto dalla disgrazia altrui), il rischio era quello di incappare in qualche errore. Non è andata così, anzi, l’errore è stato commesso a Torino, dove la Juventus si è fatta rimontare quando era pure in superiorità numerica. La famosa “fame” degli uomini di Antonio Conte sembra essere sparita per un giorno. Toccherà al Milan cercare di trovarla almeno domenica prossima. Alle 20:45 si saprà già il risultato di Trieste e si capirà se il derby di Milano potrà diventare la partita dell’anno oppure solamente una sfida tra due squadre che non sono riuscite ad arrivare agli obiettivi che si erano preposte a inizio campionato, una sorta di match in cui lo sconfitto si rivelerà il vero perdente della stagione. E magari sarà la partita che, nonostante le dichiarazioni di questi giorni, potrà essere determinante per la permanenza di Allegri a Milanello.

Con Ibra, Boa e FantAntonio in queste condizioni, il Milan ha tutte le carte in regola per fare bene, anche se l’unico dubbio resta quella della tenuta fisica sui 90 minuti, specie per il talento barese. Intanto ieri si è avuta una buona prova di Mattia De Sciglio, che potrebbe diventare una buona alternativa a Ignazio Abate sulla fascia destra, così da far tirare un po’ più il fiato al “telepass giallo”: una prima piccola tessera di un Milan che andrà “ricostruito” in alcuni reparti il prossimo anno. Se Alessandro Nesta pensa all’America, se Filippo Inzaghi se ne andrà, se i contratti in scadenza non verranno rinnovati chi vestirà la maglia rossonera?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori

Ultime notizie di Un Diavolo in me