MARIO BALOTELLI/ Il Super Mario che dice “sì” al Cavaliere lancia il Diavolo in zona Champions

- Filippo Costa

Con una doppietta di Mario Balotelli, il Milan supera in casa l’Udinese, ma restano forti dubbi sul rigore assegnato da Valeri proprio allo scadere. Il commento di FILIPPO COSTA

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Nel giorno in cui Silvio Berlusconi presenta le sue “proposte shock” per la campagna elettorale, a San Siro fa il suo debutto in rossonero Mario Balotelli: l’unico “Super Mario” che ha detto sì al Cavaliere. Dopo aver fatto il filo (probabilmente fingendo) a Mario Monti, che l’ha ricambiato con la sua salita in politica, dopo aver candidato Mario Draghi al Quirinale, salvo sentirsi rispondere che lui sta bene dove sta a Francoforte, almeno Mario Balotelli ha voluto cedere alla corte (profumatamente pagata) del Presidente (mentre a Manchester Roberto Mancini festeggiava la “liberazione” dal bad boy diventato assolutamente ingestibile). L’impatto del numero 45 è stato sicuramente positivo: doppietta all’esordio, con la freddezza di trasformare un calcio di rigore decisivo in pieno recupero.

E qui arriviamo al vero “shock” di questa domenica: non tanto la restituzione dell’Imu pagata nel 2012 a tutti gli italiani, quanto il calcio dal dischetto gentilmente “regalato” dall’arbitro Paolo Valeri ai giocatori rossoneri. Difficile giudicare da calcio di rigore l’intervento di Thomas Heurtaux su Stephan El Shaarawy. Ma il fischietto romano offre al Milan su un piatto d’argento tre punti d’oro che lo portano a tre sole lunghezze dal terzo posto e a raggiungere i cugini dell’Inter, battuti oggi a Siena. Chi si sarebbe mai immaginato questo aggancio prima dell’inizio di quest’anno?

Senza questo episodio, la partita sarebbe finita con un giusto pareggio. Massimiliano Allegri si è affidato sin dal primo minuto all’attacco delle tre creste: Balotelli, El Shaarawy e M’Baye Niang. Il più giovane dei tre è ancora una volta in palla, molto veloce sulla fascia destra. Super Mario dopo meno di un minuto conclude già verso la porta di Daniele Padelli sfiorando il palo. El Shaarawy dà il là all’azione che porta a segno il neoacquisto rossonero. Che dopo tre minuti costringe l’estremo difensore bianconero a una non facile deviazione del pallone sopra la traversa. Dalla tribuna Berlusconi si gode un Milan tonico, veloce e pungente: una rarità per gli occhi dei tifosi in questi ultimi mesi. Ma è solamente un miraggio, perché alla ripresa in avanti sembrano non esserci più idee e indietro si comincia a scricchiolare.

Daniele Bonera rende facile la vita agli avversari e l’Udinese trova il pareggio con Giampiero Pinzi. Il Milan sembra incapace di reagire. Allegri, forse temendo una lavata di capo dal suo principale, butta nella mischia anche Bojan Krkic e Robinho. Non si vede nulla in avanti, se non una traversa colpita da Niang al 33’, poco prima di essere sostituito dal brasiliano. Indietro si continua a traballare, El Shaarawy è costretto a fare il terzino aggiunto e ci mette un’importante pezza sull’ex Alexander Merkel.

Il pareggio al triplice fischio sembra quindi inevitabile, fino a quando Valeri decide di dare una scossa alla partita e al campionato. Il Milan ringrazia, Balotelli si gode il suo giorno di gloria, sperando che non si alzino troppe parole “incensate” sul suo conto. Diciamolo chiaramente: il ragazzo ha talento, può far cambiare gioco a questa squadra, far tirare il fiato al faraone, guadagnarsi il posto ai mondiali…sempre che rinunci ai suoi noti colpi di testa. E per un ragazzo molto sicuro del suo ego, elogi, fanfare, piedistalli possono diventare molto pericolosi.

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