Ungheria fuori da Ue senza pagare il Bilancio?/ “Basta attacchi sulle nostre scelte!”

- Andrea Murgia

L’Ungheria contro l’Unione europea sul bilancio che vedrà Budapest come contributore netto: “Ipotesi plausibile, basta attacchi da Bruxelles”

Ungheria, Orban
Viktor Orban, Presidente Ungheria al Consiglio Ue (LaPresse, 2021)

L’Ungheria inizia a pensare all’uscita dall’Unione europea a causa dei contributi al bilancio. Ne ha parlato il ministro delle Finanze di Budapest, Mihaly Varga, spiegando che “la questione potrebbe assumere una nuova prospettiva nel momento in cui prevediamo di diventare contributori netti dell’Unione entro il 2030, rientrando così tra i Paesi che versano al bilancio europeo più soldi di quanti ne ricevano”. L’ipotesi è plausibile, spiega il ministro Varga “se gli attacchi dell’Unione europea proseguiranno su scelte di valori“.

Alcune settimane fa Bruxelles ha avviato una procedura di infrazione sia per l’Ungheria sia per la Polonia a causa di una legge approvata da Budapest sui minori. Inoltre, Budapest ha presentato un piano di ripresa e di resilienza che non è stato ancora approvato dalla Commissione: il problema sarebbero le insufficienti tutele della spesa prevista dalla corruzione.

L’Ungheria minaccia l’uscita dalla Ue, problemi anche su Lgbt e migranti

C’è l’ipotesi di futura uscita dall’Unione europea per l’Ungheria, dunque, visto che la Commissione europea ha anche ammonito il governo guidato da Orban per le norme che riguardano la comunità Lgbt. L’esecutivo Ue nel pacchetto di luglio aveva lanciato una procedura di infrazione, con lettera di messa in mora, per la tutela dell’eguaglianza e dei diritti fondamentali. La legge di Budapest, adottata di recente, vieta o limita l’accesso dei minorenni a contenuti che promuovano o rappresentino la cosiddetta “divergenza dall’identità corrispondente al sesso alla nascita, il cambiamento di sesso o l’omosessualità”.

Questo si aggiunge anche alla politica migratoria di Viktor Orban, non apprezzata dall’Unione europea perché non in linea con lo stato di diritto. La Commissione europea aveva deferito l’Ungheria alla Corte di giustizia dell’Unione per limitazione illegittima dell’accesso alla procedura di asilo. La legge di Budapest prevede infatti che i profughi arrivati sul territorio nazionale, dichiarino la loro volontà di richiedere asilo in un’ambasciata ungherese al di fuori dell’Ue.

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