“Uomo bianco colpevole solo perché esiste”/ Bruckner: antirazzismo ha metodo nazista

- Niccolò Magnani

Il razzismo degli anti-razzisti: il J’accuse di Pascal Bruckner contro il “metodo nazista dell’antirazzismo. Uomo bianco colpevole solo perché esiste”

Proteste BLM
Black Lives Matter, le proteste anti-razziste negli Usa (LaPresse, 2021)

Il razzismo dell’antirazzismo: inizia a crescere anche mediaticamente un “filo” di opposizione ai tempi contemporanei di oggi dove praticamente tutto a livello sociale, politico e culturale deve rientrare nei canoni del “politicamente corretto”. Accade così che alcuni intellettuali riescono a trovare il coraggio di “opporsi” alle intemerate in stile Blm, MeToo o cancel culture, con inevitabili cori di protesta e accuse più varie (dal razzismo al sessismo e non solo): uno di questi è Pascal Bruckner, intellettuale della sinistra francese che non ci sta all’omologazione e al senso di colpa che quasi colpisce oggi l’essere “bianchi” in una cultura che pone l’antirazzismo come prima norma e condotta “di vita”.

«Quella nuova è una ideologia pigmentaria […] e a pagare sarà il maschio bianco eterosessuale. Per i crimini (tanti) che ha commesso ma, più ancora, per quelli che non commette ma che gli vengono attribuiti», così scrive Bruckner nel suo ultimo saggio “Un colpevole quasi perfetto” citato in ampi stralci da Linkiesta e “La Verità” nel ultimi giorni. Dopo quanto visto in Italia con il triste caso di Seid Visin – con il “manifesto” anti-razzista a cui quasi tutti han voluto accorrere per “iscriversi” senza calcolare cosa invece era realmente successo al povero 20enne morto suicida – può fare intuire la “portata” della questione affrontata da Bruckner e altri come lui (Aspesi, Rushdie, Houellebecq, Ricolfi…).

IL SENSO DI COLPA DELL’UOMO BIANCO

In una recente intervista a “Le Figaro”, sempre Bruckner denunciava l’attualità della cultura “omologata” decifrandone l’origine, ovvero «Ora non si tratta più di dissolvere il soggetto, ma di incastrarlo in categorie preconfezionate su base etno-razziale». L’intellettuale francese non nega certo la necessità delle battaglie per i diritti di tutti, ma sottolinea come ora vi sia un insopportabile quanto ideologico «attacco all’uomo bianco» in quanto responsabile «per il solo fatto che gli esista nel mondo». L’Occidente si trova travolto da una ondata di autocolpevolizzazione che rischia di tramortire per sempre la nostra civiltà e libertà di pensiero: l’uomo di razza bianca, oggi, «è trasformato nel nemico pubblico numero uno. È il metodo nazista rivisto e riadattato», attacca ancora Bruckner. Sesso, religione, razza, classi sociali: il problema dei “diritti” rischia di tramortire forse per sempre l’esperienza della civiltà europea e occidentale, secondo l’intellettuale “anti” anti-razzista.



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