Uomo con Alzheimer sposa due volte la moglie/ Si era dimenticato di essere sposato

- Davide Giancristofaro Alberti

Secondo matrimonio per un uomo di 56 anni affetto da Alzheimer: si era dimenticato di essere sposato ed ha quindi chiesto la mano alla moglie

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Immagine di repertorio

A dir poco romantica la storia che ci giunge dagli Stati Uniti dove un uomo di 56 anni affetto da Alzheimer, ha deciso di risposare sua moglie, dimenticandosi di averla già portata all’altare. E’ la favola con protagonista Peter e Lisa Marshall, marito e moglie dal 2009; i due coniugi di Andover, nello stato del Connecticut, hanno deciso di convolare nuovamente a nozze dopo che Peter, vedendo una scena di un matrimonio in tv ha esclamato «Facciamolo!», «Facciamo cosa?», ha replicato lei, quindi l’uomo ha indicato il programma. «Vuoi che ci sposiamo?», ha chiesto lei «Sì».

Peter Marshall è affetto da una grave forma di Alzheimer precoce dal 2017, si era dimenticato di essere sposato con la sua bella, ma non si era dimenticato del loro profondo amore. Inizialmente, come riferisce il Corriere della Sera, la donna non aveva dato seguito alla richiesta di matrimonio, ma quando lo scorso mese di gennaio le sue condizioni sono peggiorate, si è deciso quindi di rinnovare le promesse nuziali, fino al grande evento (organizzato dalla figlia, wedding planner), lo scorso 26 aprile.

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«Il mio patrigno – ha raccontato la ragazza al Washington Post lo scorso lunedì – a cui sono molto legata, mi è stato vicino in alcuni dei momenti più difficili della mia vita. Lui significa davvero tanto per me, e mia madre è la mia migliore amica, quindi sono stata orgogliosa di poter assumere un ruolo così importante». Un evento a cui hanno partecipato numerosi residenti della comunità locale, il fioraio, il sassofonista, il proprietario di una vecchia cartiera, tutti a disposizione a titolo gratuito, per far vivere a Peter e Lisa il “magic moment”.

«È stato semplicemente magico, sembrava una fiaba – le parole della ‘neo’ moglie – non c’era occhio che non fosse lucido, e io ero al settimo cielo. Non vedevo Peter così felice da molto tempo». Quindi ha aggiunto: «Non so chi io sia per lui ora, ma so che mi ama e che con me si sente al sicuro. Quando l’autobus lo riporta a casa ogni giorno dal centro di assistenza diurna, ci sediamo in veranda per un’ora e ci teniamo per mano».

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