Uomo Vitruviano è un algoritmo segreto/ L’inganno di Leonardo e la Divina Proporzione

- Silvana Palazzo

L’Uomo Vitruviano è un algoritmo segreto: la scoperta dello storico dell’arte Roberto Concas. L’inganno di Leonardo e la Divina Proporzione: l’analisi dopo anni di studi

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Leonardo Da Vinci, Uomo Vitruviano (1490)

L’Uomo Vitruviano di Leonardo è l’immagine di un algoritmo segreto che gli artisti usavano per “certificare” le proprie opere come ispirate dalla Divina Proporzione. Ci sono voluti trent’anni di riflessione e sette di ricerche per capirlo. Ma il disegno per cinque secoli ha nascosto questo “inganno”. Sarebbe stato realizzato proprio per dare forma in maniera criptata alla formula aritmetica e geometrica che le botteghe usavano dal IV al XVIII secolo, tramandandola tra loro, per realizzare le opere in osservanza dei parametri imposti dalla Chiesa. A questa conclusione è arrivato Roberto Concas, storico dell’arte già direttore dei Musei nazionali di Cagliari. Ha anticipato in esclusiva all’Ansa il suo lavoro, che sarà oggetto di due volumi editi da Giunti. Inoltre, una grande mostra avrà luogo a Cagliari nel maggio del prossimo anno: sarà organizzata dal Polo Museale Statale della Sardegna e avrà come titolo “L’inganno dell’Uomo Vitruviano. L’algoritmo della divina proporzione”. Una scoperta definita rivoluzionaria dalla direttrice del Polo Giovanna Damiani: «È capace di imporre un nuovo paradigma di lettura nella storia dell’arte, un canone rimasto inedito, che non cancella quelli a noi consueti ma apre a interpretazioni nuove, forse intuite da alcuni storici dell’arte ma mai sino ad oggi codificate».

UOMO VITRUVIANO È UN ALGORITMO SEGRETO: L’INGANNO DI LEONARDO

Ma c’è una scoperta nella scoperta: Roberto Concas ha capito che l’Uomo Vitruviano realizzato da Leonardo nel 1490 in realtà contiene due uomini in due diverse età della vita, forse addirittura tre, e va guardato allo specchio per riportare alla luce l’immagine vera del disegno e dare un senso a quelli che venivano considerati errori. «Ho iniziato a capire che il disegno contiene due volti. L’occhio destro è di un uomo maturo, quello a sinistra di un volto più giovane. Mi è venuta intuizione, se ha sempre scritto a sinistra ha imparato usando lo specchio… anche qui usa lo specchio per ricostruire la figura completa. E le misure mi hanno dato ragione», ha detto all’Ansa. Quei due uomini sono stati disegnati per rappresentare quella che il Frate matematico Luca Pacioli definiva come la scienza segretissima della Divina Proporzione. «Leonardo temeva che potesse perdersi per strada quella regola che era stata usata da architetti, artisti, letterati e poeti». È stata usata anche nella Pietà di Michelangelo e ovviamente nella Gioconda. «L’algoritmo dal quarto secolo, quando la religione cristiana diventa religione di stato, fino al diciottesimo, serviva a diffondere e difendere le corporazioni. Per essere riconoscibili e certificarsi. Non bastava disegnare una Madonna, andava fatto secondo le regole segrete».



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