Uomo Vitruviano, Tar sospende prestito Louvre/ Caos Leonardo-Francia: ira Mibact

- Niccolò Magnani

Uomo Vitruviano, scontro Italia-Francia dopo la decisione del Tar di sospendere il prestito al Museo del Louvre di Parigi: ira Mibact, salta Memorandum Leonardo-Raffaello?

Uomo vitruviano
Uomo Vitruviano, Leonardo da Vinci (Wikipedia, 2019)

Leonardo Da Vinci, 500 anni dopo la sua morte, riesce a far litigare (ancora) Italia e Francia, questa volta per il suo straordinario schizzo su penna ben noto come l’Uomo Vitruviano: un piccolo ma significativo incidente diplomatico è esploso alla vigilia di una importante mostra artistica in programma al Museo Louvre di Parigi con il Tar del Veneto che ha bloccato lo scambio di opere – leonardesche verso la Francia, tra cui l’Uomo Vitruviano, di Raffaello verso l’Italia in virtù dell’accordo siglato dal Mibact – tra Parigi e Venezia. Dopo il ricorso presentato da Italia Nostra (associazione di salvaguardia dei beni culturali artistici italiani, ndr) il Tar regionale del Veneto ha sospeso il prestito al museo francese del Louvre dell’Uomo Vitruviano di Leonardo, conservato presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Visto però che la mostra al Louvre prenderà il via il prossimo 24 ottobre, il Tribunale Amministrativo ha deciso di anticipare la discussione in camera di consiglio il prossimo 16 ottobre: in quello stesso provvedimento sospensivo, intanto, il Tar ha sospeso anche l’intero memorandum d’intesa siglato a Parigi tra il Ministro Franceschini e il Museo del Louvre sullo scambio di opere di Leonardo e Raffaello (previste per una mostra nelle Scuderie del Quirinale il prossimo anno).

INCIDENTE DIPLOMATICO FRANCIA-ITALIA SU LEONARDO DA VINCI

Ma il motivo di questo incidente diplomatico, qualcuno, l’ha capito? Secondo il Tar del Veneto il provvedimento giunge dato che il Memorandum «in cui viola il principio dell’ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo da un lato, e di attuazione e gestione dall’altro». A fine settembre l’accordo tra i Ministri della Cultura Franceschini e Riester aveva siglato un’importante intesa culturale e artistica tra i due Paesi, esaltata nei giorni scorsi anche da Vittorio Sgarbi in una concitata commissione Cultura alla Camera; ora però con la decisione del Tar, l’ira al Mibact non si fa attendere «Da una prima lettura delle anticipazioni stampa risulta del tutto incomprensibile il riferimento a una presunta violazione del ‘principio dell’ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo da un lato, e di attuazione e gestione dall’altro’ nello scambio di opere tra i musei italiani e il Louvre». Secondo Italia Nostra invece, accolti dal Tar, il prestito dell’Uomo Vitruviano alla Francia violerebbe l’articolo 66 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio che stabilisce «non possano uscire dal territorio della Repubblica i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica». Di contro però, il Ministro Franceschini fa replicare nella nota Mibact «Il prestito di ogni opera italiana risultava già autorizzato al momento della sottoscrizione dell’accordo che prevede, peraltro, che lo scambio di opere avvenga secondo le specifiche prescrizioni di tutela dettate dai singoli musei. Una semplice lettura dei documenti dimostra facilmente tutto ciò e all’udienza del 16 ottobre tutto questo emergerà con assoluta chiarezza e trasparenza».



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