Usa, altro afroamericano ucciso dagli agenti?/ Video choc arresto di Manuel Ellis

- Davide Giancristofaro Alberti

Usa, spunta in rete un nuovo video riguardante un altro arresto di un afroamericano poi ucciso per via dell’eccesiva violenza: la vittima si chiamava Manuel Ellis

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Manuel Ellis, altro afroamericano ucciso dalla polizia? (Facebook)

Le proteste potrebbero ulteriormente aumentare negli Usa dopo che nelle ultime ore è emerso un video riguardante una nuova uccisione di un afroamericano da parte della polizia. Il filmato in questione fa riferimento di preciso ad un arresto avvenuto in quel di Tacoma, nello stato di Washington. Come riferisce il New York Times, il video sarebbe stato girato da una donna che si trovava al volante della macchina subito dietro quella dell’arrestato. Nel filmato si sente urlare “Smettetela di colpirlo, o mio Dio smettetela!”, e risalirebbe allo scorso 3 marzo; la vittima, Manuel Ellis, scaraventato a terra dagli agenti, che poi hanno continuato ad infierire nonostante lo stesso fosse inerme, fino alla morte. Ma per la polizia sarebbe stato l’uomo ad aver aggredito i poliziotti, anche se le immagini mostrano ben altro. Un nuovo inquietante episodio che giunge in un momento già di altissima tensione oltre oceano, con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump finito di nuovo nell’occhio del ciclone. Tutta colpa di un post via Twitter attraverso cui lo stesso tycoon ha commentato i dati riguardanti l’occupazione americana: Una grande giornata per George Floyd. George ci sta guardando dal paradiso e sta lodando l’economia americana”.

USA, AFROAMERICANO UCCISO DALLA POLIZIA: BUFERA VERSO TRUMP

Frasi fortemente condannate sui social, a cominciare dall’ex vicepresidente, il candidato alla Casa Bianca Joe Biden, che ha parlato di “parole spregevoli”. Lo stesso Trump ha poi chiesto ai manifestanti di non inginocchiarsi, il gesto divenuto ormai simbolo in tutto il mondo, in favore della morte di George Floyd, ucciso proprio a seguito di un “inginocchiamento” sul suo collo da parte del poliziotto Derek Chauvin. Secondo il commander in chief questo comportamento nato sui campi di football americano come forma di protesta, è considerato un gesto irriverente. Intanto si sono dimessi 57 colleghi dei due poliziotti sospesi in quel di Buffalo, un gesto di solidarietà nei confronti degli agenti coinvolti nell’episodio. “Stavano solo eseguendo gli ordini”, spiegano i poliziotti del Buffalo Police Emergency Response Team, gruppo che è stato creato per sedare proteste o disordini.



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