Utero in affitto, Salvini “è nazista”/ “Presto legge contro la selezione della razza”

- Niccolò Magnani

L’attacco di Matteo Salvini alle pratiche da utero in affitto: “mi ricordano il nazismo. Presto una legge di iniziativa popolare contro la selezione della razza”

matteo salvini
Matteo Salvini, segretario della Lega (LaPresse)

Dall’Europa all’Italia, i casi recenti di cronaca sul tema dell’utero in affitto aumentano sempre di più: seppur rimanga al momento vietata per legge in Italia la pratica della maternità surrogata, tangenzialmente si è lo stesso colpiti dai diversi casi emersi da adozioni all’estero e simili. Per il leader della Lega Matteo Salvini il giudizio in merito è netto e senza appello «pratica che ricorda il nazismo».

Lo ha detto intervenendo alla presentazione del libro di Simona Baldassarre, eurodeputata della Lega, “Inchiesta di un politico: il mondo di sotto. Donne sfruttate e bambini venduti”: «La gestazione per altri? Qualcuno ci aveva provato a selezionare la razza, i bambini biondi, l’occhio azzurro, a me certe pratiche ricordano il nazismo, sono 6 miliardi di business, bisogna avere il coraggio di dirlo».

LA PROPOSTA DELLA LEGA CONTRO LA MATERNITÀ SURROGATA

Secondo Salvini, le pratiche dell’utero in affitto sono aberranti in quanto potresti arrivare a «scegliere il colore dei capelli, quello degli occhi». Continua poi sottolineando come «Sulla vita, sulla lotta alla droga, su questo non vado a trattare»: per questo motivo, annuncia il segretario della Lega come il suo partito sta già preparando «una proposta di legge di iniziativa popolare, farò di tutto per mettere fuori legge queste schifezze». Davanti alla scelta fatta da altri, prosegue Salvini, «non li giudico, ma siamo noi dalla parte giusta della storia. L’utero in affitto è un indegno supermercato online». Non manca in conclusione una doppia stoccata a Fedez e pure al Pd: «È un disegno più grande, al di là dell’abominio dell’utero in affitto […] Sul ddl Zan abbiamo vinto, e mamma e papà possono continuare a essere mamma e papà. E così sul fine vita…».



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