VACANZE INVERNALI/ Varallo (Dolomiti Superski): ripartiamo nel silenzio del Governo

- int. Andy Varallo

Si avvicina l’inizio della stagione invernale, ma ancora mancano regole chiare e omogenee per gli operatori del settore

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“Noi tutti, qui, speriamo che questa ondata si possa esaurire in fretta, che le misure adottate risultino efficaci, che le prudenze intensificate di oggi si trasformino in tranquillità nei prossimi mesi, in modo da consentire una stagione invernale sicura”. Lo dice Andy Varallo, neo presidente del Dolomiti Superski, uno dei comprensori sciistici più grandi al mondo: unico skipass per 1.200 chilometri di piste in 12 zone sciistiche. Un’area di circa tremila chilometri quadrati, “nata” nel 1974 a cavallo tra Trentino, Alto Adige e Veneto, con circa 450 impianti di risalita, da Cortina all’Alta Badia, da San Martino di Castrozza alla Val di Fassa o alla Val Gardena. Varallo (entrato nello Skicarosello Corvara Consorzio a fianco del nonno, Erich Kostner, pioniere del turismo invernale e tra i fondatori del Dolomiti Superski; Marcello, padre di Andy, pluripremiato campione di sci, è stato oltre trent’anni alla guida della Coppa del Mondo in Alta Badia) non nasconde le preoccupazioni.

Cosa la impensierisce di più, presidente?

Il silenzio di Roma, la mancanza di regole chiare e omogenee. Non è un bel segnale.

Però è ancora presto, no?

No, per niente. In questi giorni stiamo ultimando la preparazione degli impianti: abbiamo già cantierato 90 milioni dei 100 che erano stati programmati per opere di consolidamento e di ammodernamento, dalla rete di irroratori ai mezzi. Dall’1 novembre si inizierà a innevare, una faccenda che in Alto Adige ogni volta costerà 24 milioni di euro, e che si dovrà ripetere almeno altre due volte durante la stagione. Il tutto senza alcuna certezza di un qualche bonus in caso di chiusura forzata per motivi sanitari. Senza considerare, poi, che l’impiantistica fino a oggi non ha visto nemmeno un cent dallo Stato, nemmeno per il blocco della stagione scorsa, e non ha gravato sul pubblico nemmeno per la cassa integrazione. Nessun aiuto, insomma.

Con tutto ciò, comunque andate avanti…

Certo, con il nostro nuovo motto: “We care about you”, ci prendiamo cura di te. Lo abbiamo coniato per certificare il nostro assoluto impegno a far sì che la pratica dello sci possa avvenire in condizioni di massima tranquillità per tutti. E per farlo, abbiamo predisposto un pacchetto di misure logistiche e organizzative e un sistema di garanzie economiche. Chi deciderà di acquistare uno skipass stagionale Dolomiti Superski potrà recedere dal contratto in caso di chiusura degli impianti per almeno 14 giorni consecutivi, sia nell’ipotesi di chiusura totale di tutte le valli, sia nel caso di chiusura totale di uno dei 12 comprensori sciistici, in quest’ultimo caso ove l’utente risieda o alloggi in uno dei relativi Comuni. Entro 30 giorni dall’inizio del lockdown, l’utente potrà esercitare il diritto di recesso, qualora non abbia ancora usufruito dello skipass per 40 giornate, attraverso la compilazione di un form online. Dal 15 dicembre e a cadenza quindicinale, la soglia di rimborso per gli skipass stagionali Dolomiti Superski diminuisce, in relazione alla durata residua della stagione.

E nel caso l’impossibilità sia solo del cliente, per motivi sanitari?

Riconosciamo un analogo diritto di recesso anche ai titolari degli skipass plurigiornalieri Dolomiti Superski anche in caso di accertata positività al virus SARS-CoV-2 e in caso di provvedimento di quarantena. In tali casi verranno rimborsate le giornate non usufruibili, sulla base del listino prezzi dei plurigiornalieri.

Novità anche nell’acquisto degli skipass?

Abbiamo cercato di rendere l’accesso agli impianti e alle piste il più immediato e comodo possibile. L’online shop sul sito dolomitisuperski.com è stato creato ex novo, aprendo l’acquisto online a quasi tutti i tipi di skipass. Da metà novembre circa sarà possibile acquistare skipass stagionali, skipass plurigiornalieri, skipass junior e senior. Questi potranno essere caricati direttamente sulla MyDolomiti Skicard, quando l’utente ne fosse già in possesso, oppure il cliente potrà passare alla cassa con il voucher, fruendo della digital lane per gli acquisti online, ove disponibile. La terza opzione è il ritiro dello skipass presso una delle oltre 50 Ticket Box, dislocate in tutte i 12 comprensori sciistici di Dolomiti Superski. L’ampliamento del range di skipass acquistabili online è pensato per permettere all’utente di evitare le code alle casse degli impianti o presso gli uffici skipass. Poi c’è l'”Hotel Skipass Service”, che permette all’utente di acquistare online lo skipass che predilige e, grazie alla collaborazione del suo datore di alloggio aderente all’iniziativa, trovarlo in camera d’hotel al suo arrivo.

Molte attenzioni, e molta digitalizzazione.

Davvero. Pensi che all’interno della nuova app di Dolomiti Superski, e integrata nella cartina sciistica in 3D sul sito Internet, l’utente troverà anche un’innovativa Skier’s Map, che visualizza la frequenza di sciatori agli impianti. Lo strumento misura la percentuale di riempimento dell’impianto nell’unità di tempo. Seguendo gli sviluppi ai singoli impianti, l’utente può valutare il momento giusto di utilizzo degli stessi, evitando così possibili assembramenti.

Per quanto riguarda le modalità di accesso e fruizione degli impianti, cosa avete previsto?

Noi facciamo tutto il possibile, gel, ovviamente mascherine, distanziamenti. Ma le linee guida che regolano l’attività degli impianti di risalita, come la regolamentazione delle attese, sono di competenza nazionale, regionale e provinciale, nel caso di province autonome. Saranno queste istituzioni a definire – speriamo il più presto possibile – le modalità di accesso, l’uso di sistemi di protezione personali, il distanziamento, la sanificazione, ecc. Noi provvederemo poi ad implementare quanto previsto.

Con tutto ciò, avete già prenotazioni?

Erano andate bene fino a settembre, poi tutto si è bloccato, vista l’impennata dei contagi. Come dicevo, speriamo che questa nuova ondata si esaurisca o sia comunque contenuta in tempi sufficientemente brevi da permettere una stagione invernale il più possibile normale. Noi abbiamo messo in campo tutta la nostra volontà, e tutte le nostre risorse. Qui non si tratta solo di vacanze: stiamo puntando sul futuro nostro, sull’economia di un comprensorio vastissimo, e sul benessere di tutti gli amanti della montagna.

Diceva delle numerose prenotazioni che continuano ad arrivare. Come se le spiega?

Beh, qui la sicurezza e la salubrità sono scontate: qui la natura è padrona, una risalita non dura più di pochi minuti, e quindi i distanziamenti sono assicurati. Abbiamo istituito un comitato-Covid che verifica il rispetto di tutti i protocolli messi in atto; abbiamo coperto i nostri dipendenti con un’assicurazione gratuita; abbiamo anche testato sierologicamente tutto il personale, che abbiamo costantemente formato. Perché l’Italia è sempre attenta nella cura del cliente, ma a volte difetta in adeguamento anche tecnologico. Ecco perché giudico importante l’iniziativa della nuova Scuola di ospitalità del Lido di Venezia, nata per volontà di Cdp e ThResorts con l’Università Ca’ Foscari: è un grande passo avanti, per garantire all’ospite il suo bagaglio di ricordi ed emozioni.

(Alberto Beggiolini)

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