VACCINAZIONE UNDER 12?/ I pediatri: così fermiamo il virus, ma rischio miocardite

- int. Mattia Doria

Pediatri uniti nel sostenere la possibilità di vaccinazione nella fascia tra i 6 mesi e gli 11 anni, su cui le agenzie sanitarie non hanno ancora dato autorizzazione

vaccino Covid
Vaccino anti-Covid (LaPresse)

Dibattito in corso e opinioni opposte per quanto riguarda la possibilità della vaccinazione dei bambini tra i 6 mesi e gli 11 anni, dopo che quella tra i 12 e i 15 anni è stata approvata dall’Agenzia europea per i farmaci. Si temono infatti effetti collaterali già osservati negli under 16 e soprattutto ci si chiede quali sia l’utilità, visto che è scientificamente comprovata la scarsa incidenza del Covid nei bambini e nei ragazzi.

Risponde al quesito Mattia Doriamedico pediatra e segretario nazionale attività scientifiche ed etiche della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) da noi intervistato: “Attualmente la vaccinazione under 12 non è ancora stata ufficiosamente approvata, è ancora in studio, ma come rappresentante ufficiale della Federazione italiana medici pediatri posso dire che idealmente noi la consigliamo assolutamente, per ridurre la circolazione del virus in quella fascia di età che ancora lo ospita e permettere così, dopo una penalizzazione durata più di un anno, il ritorno all’attività scolastica e sociale dei ragazzi”.

E’ in corso un dibattito sulla validità e sui rischi della vaccinazione under 12, perché i bambini, anche se contagiati, non hanno problematiche sanitarie ma anche per possibili problemi collaterali, è così?

In parte. Non abbiamo ancora l’approvazione ufficiale, per cui non sappiamo i contorni in cui si svolgerà la vaccinazione pediatrica vera e propria, quella dai sei mesi agli 11 anni. Rimane il fatto che i dati dell’Istituto superiore di sanità confermano che in età pediatrica la gravità del Covid è molto, molto bassa. Ciò non toglie che abbiamo avuto 11 bambini morti sotto i 10 anni e altri 15 tra gli 11 e i 16 anni, un dato non irrilevante, se ci mettiamo di fronte a quelle famiglie che hanno perso il bambino.

Anche i giovanissimi sono a rischio?

E’ vero che nella stragrande maggioranza dei casi il virus non è dannoso, ma il rischio non è pari a zero. Abbiamo anche situazioni di malattie sistemiche post-Covid che ci tengono molto all’erta, molti bambini soprattutto quelli fino ai 7-8 anni che hanno avuto il virus vanno attentamente osservati nelle due settimane successive alla guarigione, perché una percentuale seppur piccola può andare incontro a manifestazioni di danni multi-sistemiche che vanno intercettate il prima possibile.

Quali sono state le cause di morte in questa età giovanissima?

Nella maggior parte dei casi si trattava di bambini con patologie a loro carico, però sappiamo bene quanto il Covid incida fino alla morte in chi già soffre, così come con gli adulti e con gli anziani.

E’ vero che si sono registrati casi di miocardite, che è una infiammazione del muscolo cardiacoin giovani fino ai 16 anni già vaccinati?

Sì, sebbene siano ancora sotto analisi la numerosità, la manifestazione reale e il collegamento con il virus. Gli studi disponibili sono pochi, perché la vaccinazione in questa fascia di età è cominciata da poco, ma sembrano confermare questo legame con casi di miocardite che però sono tutti regrediti, rientrati nella normalità.

Stiamo parlando di ragazzi in cui si è manifestata la miocardite dopo essere stati vaccinati, giusto?

Sì, esatto, parliamo di rischio di miocarditi dopo la seconda dose di vaccinazione ma – ripeto – tutti rientrati. Finora sappiamo solo che il rischio di avere una miocardite sembra sia leggermente superiore al tasso di rischio generale.

E’ vero che si insiste tanto per la vaccinazione under 12 per raggiungere l’immunità di gregge?

No. E’ per ridurre la circolazione del virus, è per riuscire ad arginare la circolazione del virus nella popolazione suscettibile, quella popolazione che non dimostra sintomi ed è più difficilmente riconoscibile. Il 70% dei bambini la manifesta in modo asintomatico. Il virus comunque circola e circolerà di più in quella fascia, ci aspettiamo che l’infezione rimanga quella, a parte l’estate, stagione che fa calare da sola il fenomeno. L’altro motivo è permettere una ripresa a settembre dell’attività scolastica e della socialità dei bambini, cosa che è stata pesantemente penalizzata durante la pandemia. Tante associazioni di genitori, che si sono lamentate dei criteri di isolamento e di chiusura delle scuole o delle attività sportive, dovrebbero essere tutte contente oggi di avere uno strumento efficace e sicuro per permettere ai nostri ragazzi la ripresa di una vita completa, sicura e tranquilla.

Per gli under 16 si stanno studiando vaccini ad hoc?

No, le aziende farmaceutiche non stanno pensando un vaccino ad hoc, si studiano quelli oggi a disposizione in particolare quello di Pfizer-BioNTech.

In sostanza, come medici pediatri siete d’accordo sul fare la vaccinazione agli under 16?

Per quanto riguarda la fascia over 16 la Federazione italiana medici pediatri, che rappresento in modo ufficiale, e la Società italiana di pediatria sono concordi nel raccomandare la vaccinazione tra i 12 e i 16 anni. Certo, idealmente siamo d’accordo, però dobbiamo avere tutti i dati relativi a efficacia e sicurezza, che sono preliminari a qualunque ipotesi di raccomandazione.

(Paolo Vites)

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