Vaccini fatti all’estero: quali sono validi in Italia/ E per emissione del Green pass

- Silvana Palazzo

Vaccini fatti all’estero, la circolare del Ministero della Salute: quali sono validi in Italia e per l’emissione del Green pass. Le precisazioni sulle certificazioni

rezza, min. Salute
Gianni Rezza, Direttore Generale Ministero della Salute (LaPresse)

Tra le circolari che il Ministero della Salute ha pubblicato recentemente c’è quella sui vaccini fatti all’estero che saranno validi anche in Italia. La nota, che arriva dopo quella su test salivari e per gravidanza e allattamento, stabilisce l’equivalenza di quelli per i quali il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio è lo stesso dell’Unione europea, Covishield (Serum Institute of India), R-CoVI (R-Pharm) e Covid-19 vaccine-recombinant (Fiocruz), questi ultimi tre prodotti su licenza di AstraZeneca.

La circolare firmata dal direttore della Prevenzione Giovanni Rezza prevede che tali vaccini siano, quindi, considerati validi per l’emissione del Green pass a favore dei cittadini italiani – anche residenti all’estero – e ai loro familiari conviventi, ai cittadini stranieri che vivono in Italia per motivi di lavoro o studio, a prescindere dalla loro iscrizione o meno al Servizio sanitario nazionale o all’Assistenza sanitaria al personale navigante. Stesso discorso per tutti i soggetti iscritti al Servizio sanitario nazionale che sono stati vaccinati all’estero contro il Sars-CoV-2.

VACCINI FATTI ALL’ESTERO E CERTIFICAZIONI

Fatto salvo quanto previsto dalla normativa vigente riguardo gli ingressi transfrontalieri, le certificazioni di vaccinazione rilasciate all’estero con vaccini autorizzati da Ema o con quelli equivalenti di cui sopra sono ritenute equipollenti alla certificazione verde per Covid per le finalità previste dalla legge. Queste certificazioni dovranno però riportare almeno dati identificativi del titolare, quelli relativi al vaccino, data/e di somministrazione del vaccino e i dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato. Inoltre, dovranno essere redatte almeno in una delle seguenti lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco, altrimenti è necessario che sia allegata una traduzione giurata.

La Francia invece apre, seppur parzialmente ai vaccini cinesi, perché i vaccinati all’estero con i sieri cinesi potranno beneficiare del pass sanitario francese, a condizione di ricevere una dose supplementare di vaccino Pfizer o Moderna. Finora le persone immunizzate con i vaccini cinesi non potevano ottenere il pass francese senza rifare una vaccinazione completa con un siero riconosciuto dalle autorità locali.

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