Vaccini in azienda, regole e date/ Calendario: via a maggio, no a permessi e ferie

- Alessandro Nidi

Vaccini in azienda, firmato il protocollo: ufficiali date, regole e calendario. Costi interamente a carico del datore di lavoro

vaccino anti-covid scozia
Vaccino Pfizer anti-Covid (LaPresse)

Vaccini in azienda: cosa succederà? Il futuro è già stato tracciato nelle scorse ore, con la firma in calce all’accordo ufficiale, sottoscritto dal Governo, dalle imprese e dai sindacati, che ha portato alla definizione di un protocollo che consentirà di regolamentare l’andamento della campagna vaccinale tra i lavoratori e garantire dunque a questi ultimi di ricevere il siero direttamente sul luogo di lavoro.

In base ai termini previsti dal documento, le fabbriche, gli uffici e gli stabilimenti divengono luoghi di somministrazione del vaccino e il calendario prevede che essa prenda il via a partire dal mese di maggio in cinquecento delle 7.500 organizzazioni che hanno deciso di aderire all’appello di Confindustria, nell’ottica di avvicinare quanto prima il raggiungimento dell’immunità di gregge. Come riporta “Il Corriere della Sera”, le vaccinazioni potranno avvenire sul luogo di lavoro, presso centri convenzionati oppure in sedi dedicate indicate dall’Inail. I costi relativi alla realizzazione e alla gestione dei piani aziendali di vaccinazione saranno totalmente a carico del datore di lavoro.

VACCINI IN AZIENDA: NO A PERMESSI O FERIE

Le somministrazioni dei vaccini in azienda scatteranno dunque tra meno di un mese e sarà lo Stato a occuparsi della fornitura delle dosi di siero necessarie, dei dispositivi per la somministrazione, come aghi e siringhe, e degli strumenti formativi, intervenendo anche nella fase di registrazione dei dipendenti vaccinati. Sarà necessaria la presenza di un medico competente per effettuare il vaccino e, come riferisce “Il Corriere della Sera”, “se la vaccinazione viene eseguita in orario di lavoro, il tempo necessario è equiparato all’orario di lavoro. Non occorre quindi prendere permessi o ferie per vaccinarsi in azienda”. Il protocollo chiarisce anche che “va inoltre evitato che si creino sul territorio differenze tra lavoratori di grandi aziende e lavoratori di piccole realtà, tra dipendenti diretti, e in subappalto, in somministrazione”. Alcuni nomi delle aziende che hanno aderito al protocollo? Enel, Eni, Inps, Fincantieri, Poste Italiane, Stellantis, Pirelli, Vodagone, Tim, WindTre, sino a Barilla, Electrolux, Lamborghini, Conad, Coop, Amazon, Yamamay e molte altre ancora.



© RIPRODUZIONE RISERVATA