Vaccini scaduti: per Pfizer sono ok, sistema Lazio li blocca/ “Lotto non ammissibile”

- Alessandro Nidi

Vaccini scaduti: Pfizer ne proroga la validità sino alla fine di ottobre, ma per il sistema informatico dell’Asl Roma 1 non sono ammissibili. Scoppia il caos

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Vaccino anti-Covid Pfizer-BionTech (LaPresse, 2021)

Nel Lazio è emergenza vaccini scaduti. Che in realtà lo erano, ma non lo sono più, perché nel frattempo Pfizer ne ha prorogato la validità sino al prossimo 31 ottobre. Eppure, il sistema dell’Asl Roma 1 rende impossibile somministrare i preparati dei lotti con scadenza a luglio, in quanto “il codice lotto non è ammissibile – errore 0001 – data scadenza lotto 20 luglio 2022”. Il dottor Alessandro Ricci, medico di famiglia, si è quindi visto costretto, suo malgrado, a cancellare tutti gli appuntamenti in calendario per le vaccinazioni.

Queste sono state le dichiarazioni da lui rilasciate ai microfoni del quotidiano “Leggo”: “È incredibile, dall’Asl non hanno saputo darmi indicazioni e così ho dovuto telefonare ai pazienti prenotati per disdire l’appuntamento. Il sistema indica la scadenza al 20 luglio, Pfizer il 31 luglio, ma prorogata al 31 ottobre, che nel registro vaccinale, però, non risulta. Perché purtroppo non c’è uno straccio di comunicazione ufficiale ministeriale, regionale o aziendale sulla proroga indicata dalla nota di una società privata, che non corrisponde al sistema informatico vaccinale”.

VACCINI SCADUTI, IL SISTEMA NEL LAZIO FA SALTARE LA QUARTA DOSE

Eppure, nella nota di Pfizer girata al medico di base dall’Asl Roma 1 si comunica un “aggiornamento importante sul periodo di validità” dei vaccini scaduti, con i vari “numeri di lotto” prorogati: per quelli con “scadenza presente sui flaconcini 31/07/2022”, l’indicazione della nuova “scadenza reale è 31/10/2022”. Il punto è che la scadenza  informatica del registro vaccinale, resta ferma al 20 luglio, facendo saltare la quarta dose a chi ne ha diritto e contribuendo a rallentare una campagna che già di per sé non viaggia a gonfie vele.

C0me sottolinea nell’ultimo report la Fondazione Gimbe, “il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del
12,9% con nette differenze regionali: dal 5,9% della Calabria al 27,3% del Piemonte”. Il Lazio figura al quarto posto col 15% di tasso di copertura, ma nella Regione il 10,1% non risulta aver fatto la terza dose.





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