Vaccino anti-Covid “in UK per tutti entro metà 2021”/ Ma successo dipende da immunità

- Emanuela Longo

Nel Regno Unito potrebbero essere dosi di vaccino anti Covid per tutti nella prima metà del 2021 in caso di successo nelle sperimentazioni

Coronavirus, la ricerca di un vaccino
Coronavirus, la ricerca di un vaccino e di nuove cure (Web, 2020)

Se le sperimentazioni del vaccino anti-Covid avranno successo, ci saranno abbastanza dosi per tutti nel “primo semestre del prossimo anno”. A riferirlo all’Independent è stato Robin Shattock, capo del team dell’Imperial College. Tuttavia non vi è ancora alcuna garanzia che il vaccino possa ritenersi efficace contro il Coronavirus ma ha spiegato: “Supponendo che il finanziamento sia lì per l’acquisto, potremmo rendere disponibile quel vaccino in tutto il Regno Unito nella prima metà del prossimo anno”. Il successo o al contrario il fallimento dipenderanno dal livello di immunità necessario per proteggere contro il Covid-19 e che è stato qualcosa di “molto difficile da prevedere”. Tuttavia il professore confida nella ricerca e spera di poter “ottenere una risposta all’inizio del prossimo anno”. Ad oggi, sono circa 15 i volontari che si sono fatti vaccinare e nelle prossime settimane la sperimentazione sarà ampliata ad altri 200-300 partecipanti. Il professore, rispondendo alle domande su Sky News ha anche detto la sua sulla possibilità che possa non trovarsi mai un vaccino contro il Covid in tutto il mondo: “Penso che sia un rischio molto basso”. Nel Regno Unito, ha aggiunto, sono fortunati dal momento che la ricerca procede spedita su due fronti, quello dell’Imperial e quello di Oxford: “siamo abbastanza ben posizionati , ma non c’è ancora la certezza che uno di questi due funzionerà”, ha ammesso.

REGNO UNITO: “VACCINO COVID PER TUTTI NELLA PRIMA METÀ DEL 2021”

Le osservazioni del prof. Shattock arrivano dopo le accuse a Boris Johnson di aver fatto una scommessa rischiosa rifiutando di aderire al programma europeo per assicurarsi un vaccino. Il timore dei ministri è la presenza di un tetto al numero di dosi assegnate a ciascuno stato membro e sostengono che le case farmaceutiche stanno comunque offrendo al Regno Unito prezzi simili a quelli dei paesi dell’UE. Tuttavia, il Regno Unito si è rifiutato di versare a Bruxelles maggiori contributi di bilancio e questo potrebbe portare l’Ue a rifiutarsi di fornire il vaccino al Regno Unitoi nel casi in cui dovesse assicurarne uno. Una preoccupazione tuttavia respinta dal professore: “Non credo che sia importante in questa fase, perché tutti stanno lavorando così velocemente, cercando di muovere le cose così velocemente, che il successo arriverà da molte strade diverse”. Ha ammesso che alcune persone avrebbero rifiutato un vaccino, ma la vera preoccupazione risiedeva nel dover procedere velocemente nella ricerca senza i normali test completi. In merito alle possibilità di successo, infine, ha dichiarato: “Se hai bisogno solo di una piccolissima quantità di immunità, sospetto che la maggior parte dei vaccini che si stanno sviluppando funzionerà effettivamente, ma – se hai bisogno di una risposta immunitaria molto forte o di una particolare qualità di risposta immunitaria – vedremo che in realtà scuoterà alcuni di questi candidati”. E si augura di essere tra i candidati in grado di avere successo.

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