Vaccino Coronavirus Oxford-Pomezia/ Via a sperimentazione su anziani e bambini

- Mauro Mantegazza

Vaccino Coronavirus Oxford-Pomezia: via alla sperimentazione anche su anziani e bambini, dopo la prima fase Trial I completata sugli adulti.

vaccino Coronavirus
Coronavirus, corsa al vaccino (Foto LaPresse)
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Dopo gli adulti, anche i bambini e gli anziani saranno arruolati nei test per il vaccino contro il Coronavirus che la prestigiosa università britannica di Oxford sta sviluppando in collaborazione con l’azienda italiana Irbm di Pomezia: lo scrive Rai News. Questo progetto di vaccino contro il Coronavirus è dunque anche un po’ “italiano” e la sua sperimentazione sta entrando in questi giorni sempre di più nel vivo.

I trial di fase I, partiti ad aprile, avevano coinvolto 1000 adulti di età inferiore ai 55 anni, ai quali dunque è già stato somministrato questo vaccino italo-inglese contro il Coronavirus. Ora per testare il vaccino cosiddetto Oxford-Pomezia verranno arruolate altre 10.200 persone nelle fasce d’età maggiori ed inferiori rispetto all’età adulta, dunque persone comprese tra i 56 e 69 anni, ma anche over 70enni e bambini tra i 5 e 12 anni, secondo quanto riporta la BBC.

Saranno dunque dati particolarmente significativi sul vaccino contro il Coronavirus, perché daranno risposte su fasce d’età che sono più delicate rispetto agli adulti.

VACCINO CORONAVIRUS OXFORD-POMEZIA: LA SITUAZIONE

Queste sperimentazioni serviranno a vedere gli effetti sul sistema immunitario del vaccino Oxford-Pomezia, che nelle scimmie sembra aver dato buoni risultati, dando protezione contro il Coronavirus. Gli animali avevano infatti meno particelle del virus nei polmoni e nelle vie respiratorie, ma non è certo che gli stessi risultati si possano ottenere anche nell’essere umano.

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Si è passati dunque alla sperimentazione sugli adulti, che ora si allarga ad anziani e bambini.

La ricerca italiana è all’avanguardia nella lotta globale contro la pandemia di Coronavirus, sia per quanto riguarda il vaccino – certamente è molto significativo che una università come quella di Oxford abbia scelto di affidarsi alla cooperazione di una azienda italiana – sia per quanto riguarda anche altre possibili forme di cura per il Coronavirus, tra le quali spicca certamente la plasmaterapia, sulla quale possiamo affermare che l’Italia è all’avanguardia a livello mondiale.

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