VACCINO CORONAVIRUS PRODOTTO A POMEZIA/ “Sarà sperimentato nel Regno Unito”

- Dario D'Angelo

Coronavirus, prodotto a Pomezia un vaccino che sarà sperimentato nel Regno Unito nonostante le centinaia di lettere di italiani pronti a fare da cavia.

vaccino coronavirus 2020 quarto grado
Vaccino coronavirus prodotto a Pomezia (foto Quarto Grado)
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Una vera e propria corsa contro il tempo quella per trovare il vaccino al coronavirus, il mostro che sta mietendo vittime in tutto il mondo. L’ultima speranza arriva dai laboratori di Pomezia, alle porte di Roma, dove un gruppo di ricercatori ha tagliato il suo traguardo. La trasmissione Quarto Grado ha pubblicato in esclusiva le foto dei primi due flaconi del vaccino che nei prossimi giorni verrà sperimentato sugli umani nel Regno Unito, sebbene siano arrivate in queste ore centinaia di lettere di cittadini italiani desiderosi di testarne l’efficacia come cavia, nella speranza nemmeno troppo nascosta che il lavoro del team di Pomezia dia i risultati sperati. Piero Di Lorenzo, presidente della società farmaceutica Irbm, è fiducioso: “Già cinque anni fa dai nostri laboratori è uscito il vaccino antiebola”.

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CORONAVIRUS, VACCINO PRODOTTO A POMEZIA

Ma come procedono gli sforzi per la scoperta di un vaccino contro il coronavirus? In questo momento il Paese che sembra essere più avanti di tutti gli altri, per ovvie ragioni, è la Cina, che sta già testando un vaccino su 108 pazienti volontari in un’età compresa tra i 18 e i 60 anni. Ma anche altri Paesi, su tutti Stati Uniti, Germania e Israele stanno muovendosi in tal senso. Gli Usa in particolare hanno già testato il vaccino che hanno messo a punto. Di Lorenzo ha spiegato come funziona il vaccino messo a punto a Pomezia: “I nostri partner hanno sintetizzato il gene della proteina “spike”, lo inseriamo nell’organismo che è stato depotenziato. L’organismo riconosce il corpo estraneo e reagisce producendo gli anticorpi che sono preziosi nell’ipotesi in cui arrivi il gene vero, non depotenziato, ovvero quello che causa il Covid-19. Non resta che incrociare le dita.

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