“Vaccino Moderna usa cellule bimbi abortiti”/ Vescovo Texas “no al prodotto immorale”

- Niccolò Magnani

Vescovo Usa Strickland lancia l’allarme: “vaccino Moderna usa cellule bimbi abortiti. No al prodotto immorale”. Cosa dice la scienza e cosa il Vaticano

Vaccino Moderna
“Moderna”, vaccino Usa anti-Covid (LaPresse, 2020)

Da gennaio gli Stati Uniti avranno pronti all’uso e alla vendita i primi due vaccini anti-Covid: si tratta di Pfizer-BionTech e Moderna, le due multinazionali farmaceutiche che hanno bruciato la concorrenza presentando al mondo le prime dosi con, dicono, efficacia oltre al 90% per la tenuta immunitaria. Succede però che non tutti festeggino per questo risultato, e non stiamo parlando di “comuni” no-vax o complottisti di enorme ignoranza: è un religioso americano, per la precisione il vescovo cattolico di Tyler (Houston, Texas) Joseph Strickland a sollevare forti dubbi sulla produzione del vaccino “Moderna”. Lo scorso 16 novembre, poco dopo l’annuncio della big farmaceutica americana fortemente finanziata dal Governo Trump, il prelato scrive sui social: «Il vaccino Moderna non è prodotto moralmente. I bambini non nati morivano negli aborti e i loro corpi venivano usati come “campioni di laboratorio”. Invito tutti coloro che credono nella santità della vita a rifiutare un vaccino prodotto in modo immorale».

IL VESCOVO USA E IL RISCHIO DELL’ABORTO

Il tema è fortissimo e non può essere risolto solo con la bolla di “potenziale fake news”, come invece avvenuto (giustamente) su quella bufala diffusa mesi fa sul professor Stefano Montanari e sui “vaccino fatti con cellule di feti abortiti”. Strickland in realtà già ad agosto aveva sollevato la problematica incontrando altri vescovi del Regno Unito: «i cattolici hanno il dovere di essere vaccinati, anche se la produzione del vaccino è moralmente problematica. Rinnovo la mia richiesta di rifiutare qualsiasi vaccino sviluppato utilizzando bambini abortiti». Era il 1 agosto e il prelato del Texas invitava a prudenza e cautela per quelle aziende che ancora oggi sfruttano cellule di feti: «Anche se ha avuto origine decenni fa, significa ancora che la vita di un bambino era finita prima che nascesse e quindi il suo corpo era usato come pezzi di ricambio. Non finiremo mai con l’aborto se non fermiamo questo male!». Di recente invece, intervenendo sul portale cattolico Lifesitenews.com, il prelato americano ha ribadito «solo perché il crimine dell’aborto è considerato legale nella nostra nazione non significa che sia moralmente lecito utilizzare i cadaveri di questi bambini per curare una pandemia globale. Questa pratica è malvagia».

COSA DICE IL VATICANO SUI VACCINI

Il dibattito resta aperto, anche se resta da capire se effettivamente “Moderna” utilizzi queste metodologie per la complessa fase di produzione del vaccino anti-Covid: nel 2017 la Pontificia Accademia per la Vita espresse in una lunga nota la posizione della Santa Sede (assieme a Cei e Associazione dei Medici Cattolici Italiani) sull’intricato tema dei vaccini, spiegando come «tutte le vaccinazioni clinicamente raccomandate possono essere usato con la coscienza pulita». Per la Pontificia Accademia da un lato occorre prestare molta attenzione ai test clinici, dall’altro ritiene altrettanto urgente «l’obbligo morale di garantire la copertura vaccinale necessaria per la sicurezza altrui, soprattutto di quei soggetti deboli e vulnerabili come le donne in gravidanza e i soggetti colpiti da immunodeficienza che non possono direttamente vaccinarsi contro queste patologie». Sul tema dei vaccini prodotti con feti abortiti, la nota della Accademia recita testuale: «va specificato che il “male” in senso morale sta nelle azioni, non nelle cose o nella materia in quanto tali. Le caratteristiche tecniche di produzione dei vaccini più comunemente utilizzati in età infantile ci portano ad escludere che vi sia una cooperazione moralmente rilevante tra coloro che oggi utilizzano questi vaccini e la pratica dell’aborto volontario». «Quindi – conclude l’Accademia Pontificia per la Vita – riteniamo che si possano applicare tutte le vaccinazioni clinicamente consigliate con coscienza sicura che il ricorso a tali vaccini non significhi una cooperazione all’aborto volontario».



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