Vaccino obbligatorio? Ricciardi “Non lo escludo”/ “Dipende da immunità di gregge”

- Silvana Palazzo

Vaccino obbligatorio? Walter Ricciardi per ora lo sconsiglia, ma non lo esclude: “Dipende da immunità di gregge, per cause di forza maggiore lo valuterei”

Walter Ricciardi
Walter Ricciardi, consulente Ministero della Salute (LaPresse, 2020)

Vaccino obbligatorio? Il dibattito si infiamma nella comunità scientifica e a livello politico. Walter Ricciardi, professore di Igiene dell’Università Cattolica e consulente del ministero della Salute, ha affrontato l’argomento ai microfoni di “Agorà”, spiegando di aver sconsigliato per il momento al ministro Roberto Speranza di prendere in considerazione l’obbligatorietà. «Gli ho consigliato di prevedere la volontarietà per gli adulti». D’altra parte, è un’ipotesi che non viene esclusa del tutto: «Se capissimo che serve il 90-95% di copertura per ottenere l’immunità di gregge, senza la quale ci troveremmo di fronte alla necessità di dover bloccare la produttività e la mobilità per il Paese, si potrebbe, per cause di forza maggiore, valutare anche l’obbligo». Come dichiarato ieri dallo stesso Speranza, l’intenzione di governo è di puntare sulla persuasione e quindi su una forte campagna di comunicazione. «Credo che se viene adeguatamente spiegato che questo vaccino è sicuro e che è l’unico modo per tornare alla normalità, la gente si convinca», ha spiegato Ricciardi.

VACCINO OBBLIGATORIO? “SOLO IN CASI ESTREMI”

Anche Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, esclude che il vaccino anti Covid sarà obbligatorio, se non in casi estremi. «L’obbligatorietà è un meccanismo delicato che va riservato solo in casi estremi, come al personale sanitario e al personale delle Rsa», ha dichiarato durante il suo intervento a “Un vaccino per tutti” al Festival di Ferrara Internazionale organizzato online quest’anno. D’altra parte, lo ritiene un meccanismo che va «usato con molta cautela perché occorre stimolare invece la responsabilità e la fiducia individuale fornendo informazioni adeguate». Dunque, al momento l’orientamento governativo è di avviare la campagna di vaccinazione di massa partendo da categorie a rischio, quindi chi lavora in strutture sanitarie e soggetti fragili, come gli anziani, poi il meccanismo verrà esteso, e promosso tramite una campagna informativa capillare. In base alla risposta e alla copertura che si riuscirà ad ottenere, si valuterà eventualmente il ricorso a interventi più estremi, come rendere obbligatorio il vaccino.

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