VACCINO PRIMA AGLI USA?/ Coronavirus: Sanofi fa dietrofront, “nessun accordo”

- Alessandro Nidi

Vaccino prima agli USA? Raggiunta un’intesa fra il Governo a stelle e strisce e la multinazionale Sanofi. Le dosi non basteranno per tutti e il resto del mondo rischia di restare a guardare

vaccino coronavirus Big Pharma
(LaPresse)

E’ arrivato il dietrofront da parte di Sanofi che ha smentito la possibilità di concedere una precedenza agli Stati Uniti per la distribuzione del vaccino anticoronavirus, quando sarà disponibile. Il gigante farmaceutico francese dopo le polemiche scatenate dalle voci scatenatesi ha sottolineato che non distribuirà prioritariamente negli Usa un eventuale vaccino contro Covid-19. Le dichiarazioni della giornata di mercoledì avevano scatenato un’ondata di polemiche che la società ha voluto sottolineare, specificando che non darà preferenza agli Stati Uniti se l’Unione Europea si mostrerà “altrettanto efficace” nel finanziare lo sviluppo del vaccino. Resta comunque evidente la questione economica, con Sanofi che sembra comunque tenere in considerazione gli investimenti compiuti per la realizzazione del vaccino, per il quale l’Europa chiede invece distribuzione libera per la sua funzione salvavita. (agg. di Fabio Belli)

VACCINO PRIMA AGLI USA? “HANNO INVESTITO DI PIU'”

Il vaccino anti-Coronavirus arriverà prima agli USA? Questo è lo scenario che sembra delinearsi in queste ultime ore. Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, l’azienda farmaceutica transalpina Sanofi avrebbe ceduto alle lusinghe della nazione a stelle e strisce, come testimoniano le dichiarazioni del CEO della multinazionale, Paul Hudson: “Gli Stati Uniti d’America avranno diritto all’ordinazione prioritaria più consistente, dal momento che hanno investito di più. Parole che non lasciano spazio a dubbi interpretativi e che, anzi, confermano una teoria speculativa: chi paga meglio, più ottiene. Certo, una logica spietata ed eticamente non encomiabile, ma tant’è. L’Europa e il resto del mondo resteranno pertanto a bocca asciutta o avranno comunque modo di ricevere il vaccino? L’opzione corretta è la seconda, ma bando ai facili entusiasmi: “In questo periodo gli americano sono efficaci e anche l’Unione Europea deve fare altrettanto, aiutandoci a mettere a disposizione in tempi rapidi il vaccino”, ha asserito Olivier Bogillot, presidente di Sanofi France.

VACCINO PRIMA AGLI USA? NON BASTERÀ PER TUTTI

Gli USA avrebbero addirittura promesso di versare “centinaia di migliaia di euro”, mentre l’Europa non avrebbe ancora affrontato ufficialmente il discorso. Come riporta il quotidiano “La Repubblica”, i Governi del Vecchio Continente non hanno reagito bene all’annuncio in pompa magna di Hudson. Agnès Pannier-Runacher, sottosegretaria all’economia francese, ha definito tutta questa situazione “inaccettabile” e anche la Commissione Europea ha adottato una netta presa di posizione in merito alla questione: Il vaccino contro il Covid-19 deve essere un bene pubblico, il suo accesso sarà equo e universale”. A preoccupare (e non poco) è che le dosi disponibili non saranno sufficienti a soddisfare l’ampia domanda prevista: secondo una proiezione del giornale italiano, l’ultimo fra i vaccinati potrebbe essere immunizzato parecchi anni dopo il primo e, in ogni caso, facendo lavorare a pieno ritmo tutte le fabbriche esistenti al mondo e scartando altre ipotesi di vaccino, vi sarebbero al massimo cinque miliardi di dosi ogni dodici mesi.

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