Vaiolo delle scimmie, il primo test rapido è italiano/ Basta una goccia di sangue

- Davide Giancristofaro Alberti

Vaiolo delle scimmie, il primo test rapido per scoprire l’infezione è italiano, realizzato fra Benevento e l’ospedale Cotugno di Napoli

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Coronavirus, scienziati in laboratorio (Web, 2020)

Il primo test rapido del sangue per scoprire se si è affetti o meno dal vaiolo delle scimmie, è italiano. A realizzato è stato, come riferisce l’Adnkronos, il Consorzio Sannio Tech (Benevento) e la sperimentazione partirà a breve presso l’ospedale Cotugno di Napoli. “Speriamo di partire a fine estate, dopo il via libera del Comitato etico dell’ospedale”, le parole rilasciate all’Adnkronos Salute da parte dell’infettivologo dell’ospedale partenopeo Alessandro Perrella, che coordinerà la sperimentazione “Il merito del test – ha aggiunto – è dei colleghi del Sannio Tech che hanno avuto l’intuizione e le capacità di sviluppare in Italia questo primo test per il vaiolo delle scimmie. Non ci sono oggi test rapidi di questo tipo approvati. Ci sono dei test cinesi, ma non hanno avuto l’ok del ministero della Salute, mentre il nostro ha le caratteristiche per ottenere il via libera”.

Il prossimo step sarà quello di “avere la certezza che funzioni anche fuori dal laboratorio, quindi in ‘real life’. Grazie a questo test – ha proseguito l’esperto – potremmo capire se è presente il virus o se una persona si è già immunizzata. Lo metteremo alla prova su un gruppo di pazienti ristretti e pensiamo che poi si potrà usare anche in chiave di screening per determinati soggetti, ad esempio chi è stato a contatto con pazienti o il personale sanitario”.

VAIOLO DELLE SCIMMIE, PRIMO TEST RAPIDO ITALIANO: “AL MOMENTO SOLO IN OSPEDALE”

Il test rapido per il vaiolo delle scimmie funziona analizzando una sola goccia di sangue, e agisce cercando le immonoglobuline G ed M, ovvero, gli “indizi” che il vaiolo delle scimmie è presente nello stesso sangue o ci è passato: “Ma al momento il test si farà in ospedale con personale sanitario addestrato”, puntualizza l’infettivologo.

In merito ad una possibile vaccinazione in Italia contro il vaiolo delle scimmie, Perrella precisa: “bisognerebbe fare una serie di valutazioni su alcune categorie a rischio penso agli under 45-50 che non sono stati vaccinati in passato” contro il vaiolo “o ai fragili. Ma senza clamore o paura. La malattia si tiene a bada, abbiamo un antivirale che funziona in fase acuta ed è stato già usato con successo in Usa durante un focolaio nel 2018. Oggi al Cotugno abbiamo 20 pazienti con vaiolo delle scimmie, tutti in isolamento a casa. Speriamo che la situazione rimanga così”.







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