Valentino Rossi, crisi senza fine/ MotoGp, 8° in Thailandia a 19 secondi da Marquez

- Niccolò Magnani

Valentino Rossi, la crisi senza fine della sua Yamaha: dopo il cambio di capotecnico, la gara in Thailandia è un altro calvario. 19 secondi da Marquez e Quartararo

Valentino Rossi
Valentino Rossi, Yamaha (LaPresse, 2019)

È una crisi ormai senza fine per Valentino Rossi: ottavo anche in Thailandia, con pure lo smacco di vedersi rifilare 19 secondi al traguardo dal vincitore e fresco 8 volte Campione del Mondo Marc Marquez, ormai a una misura di lunghezza dal record proprio del Dottore n.46. La sua Yamaha non punge (mentre Quartararo secondo e Vinales terzo sembrano avere tutta un’altra resa della M1) e il morale finisce sotto i tacchi per l’ennesima gara “opaca” di un Campione senza più il sorriso (in gara quantomeno). Nono al via, la partenza è anche buona e dopo pochi giri il sesto posto sembra preannunciare una buona gara, poi però le gomme cedono e il pilota di Tavullia si accoda al gruppo finendo ottavo senza alcuno squillo fino al termine della gara di Buriram. Il ritorno dopo le vacanze ha di fatto distrutto quanto di buono fatto prima della sosta, con un’ottima posizione in classifica Mondiale MotoGp ormai compromessa: 6° a 9.083 secondi a Brno, 4° a 7.719 al Red Bull Ring, quarto a 11.439 a Silverstone, 4° a Misano a 12.660, prima del crollo di Aragon, ottavo a 23.623 e poi stesso risultato oggi con 19.162 da Marquez.

TUTTA LA DELUSIONE DI VALENTINO ROSSI

Tutti i piloti della Yamaha hanno saputo venir fuori dalle difficoltà della moto e si stanno ben comportando dietro al marziano spagnolo della Honda, ma anche per questo 2019 per Valentino Rossi le delusioni sono nettamente più alte dei sorrisi. L’anno prossimo potrebbe essere l’ultimo in sella alla M1 e le speranze ad oggi di vedere dei buoni sviluppi non sembrano tantissimi nel team di Valentino (che in settimana ha “silurato” lo storico capotecnico Galbusera, ndr). Secondo la “voce della MotoGp”, Guido Meda, la crisi di Valentino Rossi va vista sotto diversi punti di vista: «Stupiscono i 19 secondi di ritardo da Marc Marquez, e il ritardo anche dalla altre Yamaha. Le sue gomme hanno ceduto di schianto e troppo presto», ha spiegato su Sky MotoGp il telecronista, che poi si sofferma sul cambio del capotecnico «E’ uno sport che sta chiedendo modernità, Valentino aveva bisogno di cambiare il metodo di lavoro. Se il tuo obiettivo è migliorare, provi anche questa strada. E’ ora di fermarsi? E’ una decisione che prenderà Valentino Rossi l’anno prossimo, ora credo sia più concentrato a capire perché è in ritardo».



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