Valentino Rossi/ Motogp, ultima gara col team: “Senza Yamaha forse avrei smesso”

- Michela Colombo

Valentino Rossi: a Portimao la sua ultima gara come pilota ufficiale della Yamaha. Il Dottore alla vigilia: “La mia storia come un film”.

Valentino Rossi MotoGp
Motogp: Valentino Rossi (Foto LaPresse)

VALENTINO ROSSI: A PORTIMAO ULTIMA GARA CON YAMAHA

Siamo alla vigilia di un fine settimana veramente importante per gli appassionati della Motogp: con il Gran premio del Portogallo 2020 a Portimao infatti non celebriamo solo la chiusura della stagione 2020 del campionato del mondo, ma pure la chiusura di un lunghissimo matrimonio, durato ben 15 stagioni, tra Valentino Rossi e la Yamaha. Quello di Portimao infatti, come già ampiamente annunciato, sarà l’ultimo Gp dove Rossi sarà pilota ufficiale della casa di Iwata: dal 2021 infatti il Dottore passerà al team satellite della Petronas, per quella che presumibilmente potrebbe anche essere la sua ultima stagione in pista. Dunque il momento è veramente storico e alla vigilia della prova lusitana, naturale che lo stesso Valentino Rossi, nella classica conferenza stampa del giovedi, abbia speso alcune parole veramente commosse: “È la fine di un lunghissimo viaggio insieme. La nostra storia è stata divisa in due parti, la prima parte e la seconda parte: come in un film, primo tempo e secondo tempo. Il primo tempo è stato indimenticabile, sportivamente parlando abbiamo quasi sempre vinto”.

MOTOGP, ROSSI: “SEMPRE GRATO, SENZA DI LORO AVREI SMESSO”

E’ dunque grande commozione in questo fine settimana nei box della Yamaha: salutare un personaggio come Valentino Rossi, con cui la casa di Iwata ha lavorato per 15 stagioni non è facile: e per lo stesso Dottore dire addio è doloroso. Ma rimane sempre tanta commozione e soprattutto gratitudine per il pilota di Tavullia nei confronti della casa giapponese: specie per quanto occorso nel 2013. Lo stesso Rossi ha ricordato: “La Yamaha mi ha dato la possibilità di tornare nel team ufficiale dopo due anni deludenti con la Ducati, quando già ero abbastanza grande. Per questo gli sarò per sempre grato: era un momento della mia carriera molto difficile, ero piuttosto disperato e senza quella possibilità forse avrei anche smesso“. E sette anni dopo pure ancora per Rossi non è tempo di appendere il casco al chiodo: il Dottore ha ancora qualcosa da dire in pista, anche se lo farà sotto le insegne del team satellite. Nel frattempo però non si può metter da parte quello che è stato un matrimonio che ha fatto la storia della Motogp. Come ha affermato lo stesso Valentino Rossi, sempre ieri:  “Penso di essere un pilota molto importante per la Yamaha, perché li ho riportati alla vittoria del campionato nel 2004, dopo più di 20 anni. Penso di aver dimostrato insieme a loro che la Yamaha poteva essere una moto vincente, una moto al top, stavano soffrendo da tanti anni. Penso di essere il pilota che ha vinto di più con la Yamaha, quindi la nostra storia sarà per sempre unita”.

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