Valentino Rossi/ “Tifo per i malati, il Coronavirus condiziona il mio futuro”

- Mauro Mantegazza

Valentino Rossi parla a Sky: “Tifo per i malati”, poi rivela che il Coronavirus condiziona anche la sua scelta per il futuro con il ritardo della MotoGp.

valentino rossi
Valentino Rossi in sella alla Yamaha (Lapresse)

Valentino Rossi si aggiunge all’elenco degli sportivi che vivacizzano la quarantena da Coronavirus parlando con i propri tifosi rigorosamente in collegamento da casa. Tramite Sky, anche Valentino Rossi dunque apre la propria casa a tifosi e appassionati e per prima cosa manda un messaggio a tutti coloro che stanno lottando in prima fila contro il Coronavirus, malati e medici: “La situazione è difficilissima, un qualcosa che non ci saremmo mai aspettati. Qui siamo molto colpiti, con tanti malati in zona. Facciamo tutti il tifo per chi sta male e soprattutto per chi è molto colpito nelle zone di Bergamo e Brescia dove so che la situazione è durissima”, ha detto il Dottore di Tavullia, ricordando giustamente che la provincia di Pesaro è una di quelle in cui la situazione Coronavirus è più critica. Valentino Rossi racconta così come passa il tempo in quarantena: “In casa ho una piccola palestra e mi tengo in forma con un allenamento leggero, poi passo il tempo fra giochi, film, simulatore con altri piloti, videogiochi. Poi credo che si potrà organizzare una sfida virtuale fra i piloti della MotoGP su pc o consolle, come pensano di fare in Formula 1″. Magari avrà modo di coltivare l’idea di trasformare la collezione di tute e caschi raccolti nella sua lunga carriera in una sorta di museo.

VALENTINO ROSSI E IL SUO PASSATO

In effetti con Valentino Rossi sono davvero tanti i ricordi sportivi di cui parlare. Tra questi spicca il primo giro in sella a una 500: “Quella era la moto più iconica per i motociclisti, io la provai a Jerez nel novembre 1999: fu una sensazione indimenticabile, la moto era brutale, non riuscivi ad andare dritto nemmeno in rettilineo, ma mi sono trovato subito bene. Per il test mi aspettavo un assembramento di uomini Honda in assetto e invece arrivarono con dei pullover con i rombi e un furgoncino a noleggio, ma contava solo la moto: mi impressionò più dalla Rc211v 1000 provata all’indomani della vittoria alla 8 Ore di Suzuka”. Il casco preferito invece è “quello con la mia faccia e gli occhi sgranati per il Mugello 2008”, mentre il pilota del passato con cui avrebbe duellato con più piacere è Kevin Schwantz, “che era il mio idolo”. Doveroso dunque anche un ricordo di Ayrton Senna, nel giorno che sarebbe stato del suo 60° compleanno: “Forse il pilota con più talento della storia della Formula 1, uno che ha ispirato molti che sono venuti dopo”.

VALENTINO ROSSI E IL SUO FUTURO

Il passato è sempre affascinante, ma è chiaro che in primo piano ora c’è il futuro di Valentino Rossi, giunto a un vero e proprio bivio per la sua carriera e più in generale la sua vita. Scegliere cosa fare nel 2021 però potrebbe essere complicato in questa stagione 2020 della MotoGp che potrebbe prendere il via anche fra molti mesi: “Ora è saltato tutto e si deve vedere quando riusciremo a correre; se viene cancellato l’Europeo di calcio, credo che prima di luglio si farà fatica a correre in moto, ma vediamo. Anche i miei programmi ora cambiano: speravo di avere qualche gara per decidere se proseguire o meno ed è una scelta che quindi dovrò fare più avanti nella seconda parte di stagione, quando partirà. Mi servono sempre un po’ di gare per capire quanto sarò competitivo e quella è sempre la chiave. A livello di Mondiale, è importante che si possa fare, anche perdendone 7-8 e facendo bene le altre, tenendo il format della MotoGP, ma decide il virus”. Nel Motomondiale resterà invece sicuramente il fratello Luca Marini, che Valentino Rossi descrive così: “Sa essere molto freddo e tranquillo, lo chiamiamo il pilota russo, ‘Marinovic’, come soprannome”.

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