Valeria Vedovatti “Anoressia? Si può uscire”/ “Pesavo 36 kg, credevo di essere morta”

- Stella Dibenedetto

Valeria Vedovatti, influencer con 2 milioni di followers su Tik Tok, racconta la lotta contro l’anoressia di cui parla nel libro “Per Rinascere”.

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Fonte Instagram

Valeria Vedovatti, influencer che su Tik Tok conta 2 milioni di followers, un milione e duecentomila followers su Instagram, settecentomila iscritti al suo canale YouTube, nel libro dal titolo “Per Rinascere” ha raccontato la propria rinascita e la lotta contro l’anoressia. Nel 2016, quando la madre la portò in ospedale, Valeria pesava solo 36 kg. Sui social non ha mai raccontato la lotta contro l’anoressia, ma oggi ha deciso di farlo in un libro per aiutare tutte le persone che soffrono di disturbi alimentari. “Era tanto tempo che volevo parlarne, lo avevo anche promesso a mia mamma, ma non mi sono mai sentita di farlo attraverso i social network: un video o un post finiscono presto in fondo al feed, fagocitati dal flusso delle condivisioni, dalla velocità dello scroll. Volevo invece che questo racconto restasse, che consentisse alle persone di immergersi e di comprendere la mia storia, che poi è la storia di tanti”, ha raccontato la Vedovatti ai microfoni di Huffington Post.

Valeria Vedovatti: “In ospedale, credevo di essere morta”

Era il 4 dicembre del 2019, giorno del compleanno della mamma quando Valeria Vedovatti viene ricoverata in ospedale. Quel giorno pesava 36 kg e il battiato cardiaco troppo basso. “Quel giorno, in ospedale, credevo di essere morta, in effetti ero morta, una parte di me se n’era andata per sempre…”, si legge nelle pagine di Per rinascere. Per riuscire a sconfiggere l’anoressia e a riprendere in mano la propria vita, Valeria ha chiesto aiuto ed oggi che ha vinto la sua battaglia ha deciso di raccontare la sua storia. “Una persona non si sveglia alla mattina e improvvisamente decide di non mangiare. L’anoressia è un modo per esprimere il dolore e la confusione che si hanno dentro. Spero che questo libro possa aiutare la gente a comprendere la profondità del disagio, ad andare oltre l’idea che l’anoressia nasca da un semplice capriccio estetico”, racconta ancora Valeria che ha sempre avuto il sostegno della famiglia.



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