Varese, 43enne violentata per ore a Natale/ Attirata con finto colloquio di lavoro

- Silvana Palazzo

Varese, 43enne sequestrata e violentata per ore a Natale: chiede aiuto via sms, carabinieri la salvano. Era stata attirata con finto colloquio di lavoro

omicidio cusano milanino
(LaPresse)

Natale da incubo per una donna di 43 anni di Busto Arsizio. È stata legata e violentata per ore da un conoscente che l’aveva invitata a casa la sera della vigilia per parlare di lavoro. Quando i carabinieri sono arrivati, l’hanno trovata legata con scotch da pacchi, imbavagliata e con i vestiti strappati. È stata salvata questa mattina, liberata dall’appartamento dell’uomo, 39 anni, a Glora Minore, sempre in provincia di Varese. Si era recata lì attirata da alcune proposte di lavoro. L’atmosfera sarebbe degenerata dopo un’ora circa, con l’uomo che è riuscito ad immobilizzare la donna e a strapparle i vestiti, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera.

La 43enne aveva avvisato un conoscente di dove sarebbe andata, quindi ha fatto in tempo a inviare alcuni messaggi di aiuto all’amico, il quale poi ha allertato i carabinieri. Quando sono arrivati sul posto, i militari hanno ricevuto una risposta elusiva da parte del padrone di casa, quindi sono tornati quando era già mattina, insospettiti dal citofono che poi risultava staccato. Dopo aver bussato ed essersi fatti aprire la porta, i carabinieri sono riusciti a vedere la donna legata e imbavagliata che provava a chiedere aiuto.

VIOLENTATA PER ORE A NATALE: SI SALVA MANDANDO SMS

Nell’abitazione sono state trovate alcune dosi di cocaina e 1.600 euro in contanti. L’uomo è stato dapprima portato in caserma, poi in carcere. L’aggressore è accusato di sequestro di persona, violenza sessuale e detenzione di droga. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’uomo ha precedenti specifici per droga e violenza. La vittima invece è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Busto Arsizio. La vicenda è ancora in fase di accertamento da parte dei militari dell’Arma, che attendono i referti medici. Da una prima ricostruzione, comunque è emerso che la donna era stata a casa di conoscenti e poi si era presentata nella tarda serata di Natale nell’abitazione dell’uomo, con cui avrebbe parlato di alcune proposte di lavoro, anche se l’aggressore risulta disoccupato. Resta da capire se abbia inviato gli sms anche durante la notte, sfruttando una distrazione del suo aguzzino.

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