Varese, maestra sospesa: schiaffi e urla/ Insulti ai bambini “Sei proprio un terrone”

- Davide Giancristofaro Alberti

Varese, maestra sospesa dopo schiaffi e urla: il gip ha sospeso la donna per sei mesi, dopo aver portato alla luce una realtà agghiacciante

Asilo
Asilo (Pixabay, 2018)

Una maestra di un asilo nido della provincia di Varese è stata sospesa dalla sua professione a seguito di una serie di maltrattamenti reiterati nei confronti dei suoi piccoli alunni. La vicenda è riportata stamane da numerosi organi di informazione, a cominciare dall’edizione online di Repubblica, che fornisce diversi dettagli. Stando a quanto raccolto a seguito delle indagini portate avanti dai carabinieri della compagnia locale, l’insegnante urlava e insultava i piccoli, e in alcuni casi arrivava addirittura a schiaffeggiarli, lasciandoli poi piangere da soli in un angolo. A scoprire il triste quanto ennesimo caso di maltrattamento degli alunni, sono stati dei genitori, che si sono accorti che il loro figlio aveva dei gravi problemi nel relazionarsi con gli altri, e dopo che lo stesso continuava ad avere degli incubi notturni.

VARESE, MAESTRA SOSPESA: GLI INSULTI CHE GRIDAVA AI BIMBI

La maestra sospesa per sei mesi dal gip, è stata catturata anche mentre consumava rapporti sessuali con il proprio compagno all’interno della stessa struttura. In poche parole il compagno dell’insegnante veniva fatto entrare nella struttura tramite un ingresso secondario, poi i due si appartavano in una stanza lontana dagli alunni, mentre i piccoli venivano lasciati da soli. Gli inquirenti hanno scoperto il triste andazzo a seguito dell’installazione di telecamere nascoste nella stessa struttura, dove si è visto più volte l’uomo, estraneo all’asilo nido, entrare nell’edificio. Le telecamere, inoltre, hanno catturato il clima di terrore che si respirava nella scuola, con la maestra che si rivolgeva così in svariate occasioni ai bambini (tutti di età compresa fra i pochi mesi e i due anni): “Sei proprio un terrone”, “Guardati, fai schifo” e, ancora, “Piangi, piangi che così ti passa”:



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