Variante indiana Covid, cosa sappiamo di BA.2.75/ “Più contagiosa ma meno pericolosa”

- Silvana Palazzo

Cosa sappiamo della variante indiana, nota come BA.2.75: è più contagiosa, ma meno pericolosa, può contagiare i vaccinati, ma questi sono protetti contro le forme gravi della malattia

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Coronavirus al microscopio (LaPresse)

Più contagiosa, ma meno pericolosa: così viene definita l’ultima variante Covid che arriva dall’India. È una nuova sottovariante di Omicron, denominata BA.2.75 e in Italia al momento non è stata ancora rilevata. Lo assicura il genetista Massimo Zollo, coordinatore della task force Covid del Ceinge. Non deve sorprendere il fatto che arrivino nuove varianti, anzi potrebbero arrivarne altre ancora, visto che non ci sono più restrizioni. Ma torniamo alla nuova variante indiana. Secondo l’analisi di Tom Peacock, virologo dell’Imperial College di Londra, ha 45 mutazioni in comune con Omicron 5, invece 15 sono “originali”. Di queste, due sembrano più insidiose, in quanto si trovano in una zona della proteina spike che sfugge agli anticorpi indotti dai vaccini attualmente a disposizione.

Pare sia nata in India, dove ci sono almeno 23 campioni isolati. Ma è stata sequenziata anche in Australia, Germania, Canada e Nuova Zelanda. I casi accertati finora in totale sono solo 60. Per Giorgio Gilestro, professore di Neurobiologia all’Imperial College la variante indiana sarebbe “cinque volte più contagiosa di Ba.5”. Inoltre, presenta differenze antigeniche “che la rendono immunoevasiva”. Gilestro, come riportato da La Stampa, suggerisce di aggiornare il nome della malattia, visto che è “completamente diversa dall’originaria”.

NUOVA SOTTOVARIANTE COVID CONTAGIA ANCHE VACCINATI MA…

Diversa sì, ma la variante indiana BA.2.75 non dovrebbe essere più pericolosa. “La patogenicità si misura sul campo”, avverte Giovanni Maga, virologo del Cnr. Se si tiene conto però della tendenza del coronavirus, allora si nota che aumenta la sua capacità di diffondersi “senza generare patologie più gravi”. Ma non vuol dire che sia meno patogeno, “la differenza la fa essere ben vaccinati oppure no”. Secondo Tomas Peacock la sottovariante di Omicron che arriva dall’India è in grado di contagiare le persone vaccinate e guarite proprio per le due mutazioni chiave e originali. Ma la dose booster dovrebbe proteggere oltre l’80% dei casi dalle forme gravi della malattia.

In virtù di quanto sopra, aumenteranno anche le reinfezioni per la variante indiana, soprattutto in chi si era infettato prima dell’arrivo di Omicron. Invece una delle mutazioni ha un minore effetto sugli anticorpi di chi si è contagiato con BA.1, quindi queste persone dovrebbero avere meno probabilità di reinfettarsi con questa nuova sottovariante Omicron. Infine, è probabile che la nuova mutazione riesca a soppiantare Omicron 5, ma per Giovanni Maga c’è comunque un limite alla corsa delle varianti e all’aumento della loro contagiosità, “che non può ripetersi all’infinito”.





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