VARIANTE INGLESE/ Parla Burioni: “Ho una brutta notizia e una buona…”

- Dario D'Angelo

Roberto Burioni e le ultime notizie sulla variante inglese del coronavirus: la mutazione sembra essere più contagiosa tra i bambini.

Roberto Burioni braccia conserte lapresse 2020 640x300
Il virologo Roberto Burioni (Foto LaPresse)

Roberto Burioni spiega le ultime novità sulla variante inglese del coronavirus, la mutazione che sta mettendo in ginocchio il Regno Unito (anche oggi nuovo record di casi giornalieri) e che – questo è il timore – rischia di diffondersi a macchia d’olio in tutto il mondo. Intervenuto sul suo portale Medical Facts, Burioni ha esordito: “Abbiamo qualche notizia in più riguardo alla variante inglese e non è buona. Prima di tutto i dati sembrano indicare che questa variante è molto più contagiosa. Quanto è difficile dirlo, visto che si stanno comunque prendendo precauzioni per ostacolare il contagio, ma questa è una caratteristica che a questo punto possiamo considerare molto probabile”. I dati a cui Burioni si riferisce sono con ogni probabilità quelli estrapolati da un rapporto (pre-print) dell’Imperial College realizzato in collaborazione con l’Università di Edimburgo, il ministero della Salute britannico e altri istituti.

VARIANTE INGLESE, PARLA BURIONI: “TRA I BAMBINI…”

Le evidenze di questo rapporto non sono alquanto incoraggianti, come spiega in maniera molto chiara Roberto Burioni: “Nel report che è appena apparso c’è una cosa che mi dà molto, molto, molto fastidio: questa variante più contagiosa pare circolare con particolare intensità nei bambini (0-9 anni) e nei ragazzi (10-19 anni) rispetto alle altre fasce d’età. Un elemento che deve portarci a una sorveglianza particolarmente attenta nel capire tempestivamente se questa variante (che ormai non è più inglese, visto che si isola dovunque) comincerà a circolare nelle scuole che il 7 gennaio riapriranno”. Alla luce di queste evidenze non è forse lunare l’ipotesi di rivedere la decisione di tornare a scuola in presenza dal 7 gennaio. Burioni in ogni caso chiude con una buona notizia: “Dati preliminari indicano che questa variante è neutralizzata dalla risposta immune suscitata dai vaccini contro COVID-19. Un motivo in più per sbrigarsi a vaccinare. Nessun ritardo, nessun ritardo, nessun ritardo”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA