Vasco Rossi dopo condanna figlio Davide/ “Ingiusta, sono amareggiato. Credo a lui”

- Silvana Palazzo

Vasco Rossi dopo la condanna del figlio Davide per omissione di soccorso e lesioni stradali: “Ingiusta, sono amareggiato. Credo a lui, ma ho fiducia nella magistratura”

Vasco Rossi
Vasco Rossi in concerto (LaPresse)

Vasco Rossi ha rotto il silenzio dopo la condanna del figlio Davide per omissione di soccorso e lesioni in relazione all’incidente stradale del 2016. La rockstar ha deciso di scendere in campo in sua difesa. «Sono molto amareggiato per questa sentenza che mi sembra ingiusta», ha dichiarato senza giri di parole il Blasco, le cui parole sono state riportate dal Corriere della Sera. Vasco Rossi ha evidenziato che sono state accolte solo le istanze dell’accusa, ma lui si è fatto un’altra idea. «Credo alla ricostruzione dei fatti di mio figlio. Allo stesso tempo ho fiducia nella magistratura e spero che in sede di appello venga ristabilita la verità». Dunque, il famoso padre di Davide Rossi ha confermato che la difesa intende procedere con il ricorso in appello.

Ha fiducia nel figlio, 35enne, che vive come una ingiustizia la condanna in primo grado, oltre alla revoca della patente in via definitiva. «Purtroppo penso che questo sia avvenuto anche perché mio padre è una persona in vista. Ho visto che anche mio padre è amareggiato, confidiamo nella verità», aveva dichiarato il figlio in mattinata.

VASCO ROSSI E LA CONDANNA DEL FIGLIO DAVIDE

Davide Rossi è stato ancor più duro del padre dopo la condanna. «Sono indignato, è morta la giustizia. C’era anche un cid firmato a testimoniare tutto, hanno preso i soldi dell’assicurazione, è veramente assurdo, non me lo spiego», le sue parole dopo la sentenza del tribunale. Sui social, invece, Vasco Rossi non ha fatto alcun riferimento alla vicenda del figlio, che dal canto suo aveva dichiarato di aver fatto fare all’amico la constatazione amichevole e di essersene andato con la ragazza presente perché molto scossa dall’incidente. «Sapendo che stavano facendo il cid ero tranquillo», aveva dichiarato nel corso dell’udienza del 10 luglio scorso. In quella sede aveva anche spiegato di non navigare nell’oro e di non avere un lavoro stabile: «I giornali hanno scritto cose allucinanti su di me, sempre per rifarsi sul nome di mio padre, ma mi prendo pregi e difetti di essere figlio di Vasco».



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