Vasco Rossi vs Paragone (M5s)/ Polemica su ‘C’è chi dice no’: “Non è un’esclusiva..”

- Davide Giancristofaro Alberti

Vasco Rossi vs Paragone per “C’è chi dice no”. Il Blasco punta il dito contro la politica difendendo i suoi brani

vasco ig 2019
Vasco Rossi (Instagram)

Se in un primo momento i fan hanno osannato Vasco Rossi per la sua sfuriata ai danni di Gianluigi Paragone, oggi il rocker è finito in tendenza su Twitter solo perché in molti pensano che non sia una sua “esclusiva” la frase ‘C’è chi dice no”. Scoppia la polemica sui social proprio tra le due fazioni che si sono divise sulle affermazioni e l’attacco che Vasco Rossi ha sferrato ieri sera al senatore del Movimento 5 stelle ree di averlo citato senza “averne il permesso” e su Twitter si legge: “Scusi Signor #VascoRossi, ma lei pensa veramente di essere stata la prima persona sulla terra a pronunciare “c’è chi dice no”? Ma io boh. Tutta sta polemica per 4 parole buttate a caso. Ripigliati, sei vecchio” e ancora: “Quindi ora per scrivere “c’è chi dice no” dobbiamo chiedere il permesso a questo deficiente che crede di avere il copyright della lingua italiana. Questi è da un po’ che si sono bevuti il cervello”. Sono in molti a pensare che questa non sia “una frase esclusiva” del grande Blasco, arriverà anche la risposta di Paragone o a lui è andata bene così? (Hedda Hopper)

ATTACCO SOCIAL DOPO LA “CITAZIONE”

Alza la voce Vasco Rossi, e lo fa per puntare il dito nei confronti della politica. Lo storico cantautore italiano ha utilizzato il proprio profilo Instagram, seguitissimo, per protestare contro quanto accaduto nelle scorse ore. Nel mirino del Blasco, anche se lo stesso non lo nomina mai direttamente, sembrerebbe essere finito il senatore del Movimento 5 Stelle, Gianluigi Paragone, colpevole di aver “utilizzato” una sua canzone per fare propaganda. Ma spieghiamo bene nel dettaglio cos’è accaduto. Nelle scorse ore l’ex leghista ha pubblicato un video sui social in cui annunciava di essere pronto a dire “no” in merito al voto che si terrà quest’oggi sulla piattaforma Rousseau riguardo alla possibilità di un governo giallo-rosso, formato cioè da esponenti grillini ed altri del Partito Democratico. “Io non ci sto a questo partito ipocrita che è il Pd – sono le parole di Paragone – e io su Rousseau voterò no”.

VASCO ROSSI VS PARAGONE PER “C’È CHI DICE NO”

Fin qui tutto nella norma, ma a molti non è sfuggito il brano che si sentiva in sottofondo al filmato suddetto, ovvero, il mitico “C’è chi dice no”, uno dei pezzi più iconici di Vasco Rossi, anche per il suo significato di lotta contro il sistema. Una situazione che non è affatto piaciuta al cantante, che su Instagram ha pubblicato un post in cui ha scritto: “C’e’ chi dice no lo dico io: i politici devono mettere giu’ le mani dalle mie canzoni ! Che imparino a usare parole originali loro e a non strumentalizzare la musica !! ..c’è chi usa le mie canzoni per le sue campagne politiche e di opinione .. voglio sia chiaro che io non autorizzo nessuno a farlo e per quello che mi è possibile cerco di impedirlo..! tanto meno si può pensare che io sia d‘accordo con le opinioni di chi usa le mia musica per chiarire le sue idee confuse!!”.

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