Vattinn’, da Napoli la cravatta-mascherina/ Come funziona e quanto costa: “è sicura”

- Emanuela Giacca

L’azienda partenopea, conosciuta per le cravatte sartoriali made in Italy, lancia la prima safety tie: una cravatta che all’occorrenza si trasforma in mascherina

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Nasce la prima cravatta-mascherina al mondo. Non è facile inventare qualcosa di nuovo per il mercato (e per il mercato del fashion) ma l’azienda napoletana Ulturale ci riesce in un momento storico come questo, a riprova del fatto che certe crisi contengono dentro di sé le occasioni. Dalla “stanza del lavoro” che a casa sua aveva preso il posto del soggiorno (e in cui i genitori non lo lasciavano mai entrare), con le idee e il saper fare Vincenzo Ulturale è arrivato d’altronde a esportare in tutto il mondo la cravatta sartoriale, italiana e napoletana. La prima cravatta con mascherina integrata l’ha inventata lui. L’ha battezzata Vattinn’ (che in napoletano significa “vattene”). Una combinazione coraggiosa di talento sartoriale, genio creativo e (auto)ironia . L’azienda partenopea, nata nel 1985, la definisce la prima “safety tie” al mondo, o “cravatta etica”, perché conservando l’eleganza della cravatta di lusso – per la quale l’azienda Ulturale è conosciuta e apprezzata – la cravatta Vattinn‘ si trasforma all’occorrenza in una mascherina. Il meccanismo è semplice, basta aprire il codino della cravatta per scoprire una mascherina che aderisce perfettamente al volto. (E che non si rischia mai di dimenticare a casa). Per la cravatta è stato depositato un brevetto internazionale, con l’aggiunta, alla lavorazione sartoriale consolidata, di passaggi utili a garantire la funzionalità igienica. Nella fase di finissaggio (quella in cui i tessuti vengono tolti dal telaio e trattati col vapore per il conferimento di consistenza e morbidezza), è stato infatti previsto un trattamento antibatterico basato sull’utilizzo degli ioni d’argento. La cravatta, che costa 170 euro, può essere lavata a secco o sterilizzata con l’uso del vapore. Non sostituisce la mascherina, non è un presidio medico, ma è studiata per sopperire a una possibile dimenticanza, a un’urgenza imprevista, occasioni che si verificano facilmente in giornate in cui la mascherina va indossata nella maggior parte delle circostanze quotidiane.

VATTINN’, LA CRAVATTA-MASCHERINA: COME FUNZIONA

«Per realizzare questo nuovo tipo di prodotto – spiega Vincenzo Ulturale, maestro cravattaio e fondatore dell’azienda – ci siamo chiesti prima di tutto quale fosse il modello di cravatta più idoneo allo scopo. Abbiamo infine optato per una 4 pieghe, una via di mezzo fra la 3 e la 7 pieghe, ovvero il modello più equilibrato della nostra gamma». «I primi prototipi – aggiunge – sono stati realizzati lavorando sulla pala anteriore, ma questo avrebbe reso impossibile indossare simultaneamente cravatta e “mascherina”. Si è deciso pertanto di lavorare sul codino, allargandone la base e aggiungendo gli elastici». Un’idea regalo di sicuro originale (Ulturale lavora molto anche con il corporate gifting, che è uno dei suoi mercati di riferimento), disponibile in più varianti nei negozi di Napoli, Roma, Milano, Varese e Parma, oppure nell’online shop. È stata realizzata in seta jacquard ma non si escludono per il futuro altre sperimentazioni. Una cravatta che Ulturale ha voluto fosse etica anche nel prezzo: nonostante i costi di produzione siano più alti di quelli necessari per le normali cravatte, la Vattinn’ costa meno della punta di diamante dell’azienda, la Tie (cravatta che nasconde al suo interno uno scaramantico cornetto). Un’idea che sorprende e fa sorridere. E che dimostra, come dice Vincenzo Ulturale, che «è sempre possibile innovare, anche nel mondo della cravatta».



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