“Ve la diamo gratis” manifesto sessista Lizzanello/ Ditta sanificazione nella bufera

- Silvana Palazzo

Lizzanello, bufera su ditta pulizie per manifesto sessista su sanificazione: “Ve la diamo gratis”. Il sindaco interviene e lavora ad un regolamento ad hoc

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Manifesto di Lizzanello

Bufera a Lizzanello, in provincia di Lecce, per un manifesto pubblicitario sessista di una ditta di pulizie che promuoveva l’attività di sanificazione. Sul manifesto pubblicitario c’è una ragazza in posa con un abbigliamento sexy che spolvera un mobile. Già questo basterebbe a scatenare le polemiche. Ma c’è pure lo slogan volgare e sessista: “Ve la diamo gratis!”. Questo il modo con cui una ditta di pulizie ha deciso di promuoversi, ma ha provocato l’indignazione della cittadina pugliese. L’amministrazione, stando a quanto riportato da Tgcom24, si è attivata subito per bloccare l’affissione del manifesto con un regolamento specifico. Le immagini però girano in rete: “Pulizia e sanificazione. Ve la diamo gratis per un mese a ogni contratto annuale”, questo il testo, spiega Repubblica.

Il sindaco Fulvio Pedone ha reagito subito definendo la locandina «offensiva non solo per tutte le donne ma per l’intera popolazione che ho l’onore di rappresentare». Ma non poteva restare in silenzio e ignorare quello slogan, che peraltro «rischiava di accomunare la nostra città a idee che non ci appartengono e che mai ci apparterranno». Quindi, il sindaco di Lizzanello ha bloccato l’affissione del manifesto.

“VE LA DIAMO GRATIS”, MANIFESTO SESSISTA DITTA SANIFICAZIONE

Intanto l’azienda di Lizzanello (Lecce) si difende dalle accuse. Il responsabile legale della ditta ha spiegato che non voleva lanciare quel messaggio. «La locandina è stata realizzata dall’azienda che gestisce l’immagine della ditta e ha scelto uno slogan solo un po’ diverso ma mai e poi mai possiamo essere tacciati di sessismo», ha spiegato, come riportato da Tgcom24. Inoltre, ha precisato che l’80% del personale è composto da donne. Riguardo le polemiche scatenate: «Dispiace dover constatare insulti e cattiverie. In un mondo civile non è questo il modo di manifestare il proprio dissenso». La ditta però per dimostrare la sua buona fede si scuserà «con una lettera che sta preparando il nostro legale Andrea Maggiulli chiarendo, una volta per tutte, quest’equivoco». Intanto l’amministrazione locale sta lavorando ad un regolamento comunale che escluderà dalla negoziazione privata col Comune aziende che si sono distinte negativamente «per comportamenti sessisti, discriminatori e razzisti, oltre a negare ogni forma di affissione pubblicitaria di natura sessista».

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