Veneto, licenziate 500 maestre senza laurea/ Allarme sindacati “Altre 1300 a rischio”

- Silvana Palazzo

Veneto, licenziate 500 maestre senza laurea e altre 1300 sono a rischio. L’allarme dei sindacati dopo la sentenza del Consiglio di Stato

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Aula Insegnanti (LaPresse)

In Veneto 500 maestre sono state licenziate e altre 1300 rischiano di subire la stessa sorte nei prossimi mesi. Sono quelle non laureate, cioè in possesso di diploma magistrale. In realtà in molti casi hanno la laurea, ma non quella in Scienze della formazione primaria, che prima del 2001 non serviva per ottenere l’assunzione in pianta stabile. Dunque, come riportato dal Corriere della Sera, dopo la sentenza del Consiglio di Stato sono scattati i licenziamenti, invece è in corso la maratona per l’assegnazione delle cattedre. Ci sono 7800 posti che andranno a supplenti. Queste maestre “senza laurea” insegnano da anni nelle scuole primarie e dell’infanzia. Inoltre, sono chiamate di volta in volta a coprire buchi di organico e supplenze. Dopo anni di insegnamento, alcune di loro avevano fatto ricorso, chiedendo l’assunzione a tempo indeterminato. Di queste, 1800 l’avevano ottenuta, ma con riserva. Poi il Consiglio di Stato si è espresso e per 500 maestre a luglio è arrivato esito negativo, quindi sono partite le lettere di licenziamento.

VENETO, LICENZIATE 500 MAESTRE SENZA LAUREA

La speranza di queste maestre è che la situazione si risolva presto con il loro reinserimento nelle graduatorie di seconda fascia. Da queste le scuole attingono per assegnare le supplenze una volta terminate le Graduatorie a esaurimento per ottenere il posto in ruolo (Gae). Se 500 sono state licenziate, altre 1300 maestre sono a rischio. «Anche per loro, entro l’anno, arriverà il licenziamento. Queste maestre torneranno precarie, con grossi disagi per loro e per gli alunni», ha spiegato Sandra Biolo, segretario regionale di Cisl Scuola. E a causa della crisi di governo non è ancora stato firmato il decreto salva-precari che avrebbe sbloccato i concorsi per l’immissione in ruolo. «Il dubbio è che non si voglia stabilizzare queste maestre perché una precaria costa migliaia di euro in meno rispetto a una di ruolo», ha aggiunto Daniela Amanzi, segretario regionale Snals. Una delle maestre licenziate è Anna Paola Baron, che al Corriere della Sera ha dichiarato: «Al momento non mi è stata nemmeno riconosciuta l’indennità di disoccupazione e non sono stata inserita nelle graduatorie d’istituto per l’assegnazione delle supplenze. Non so ancora se quest’anno mi sarà assegnata una cattedra e potrò essere in classe».



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