VERA DE VERDAD/ Il film dai mille volti che offre un’esperienza mistica

- Carmine Massimo Balsamo

Vera De Verdad, diretto da Beniamino Catena e con protagonista Marta Gastini: la recensione del film fuori concorso al Torino Film Festival 38

vera de verdad
Una scena del film

Tra i titoli più attesi del Fuori concorso del Torino Film Festival 38, Vera De Verdad di Beniamino Catena non delude le attese, ma anzi merita un plauso per il coraggio di provare a raccontare qualcosa di offrire qualcosa nel movimento cinematografico italiano. Il film racconta la storia di Vera Melis (Caterina Bussa/Marta Gastini), una giovane di 11 anni appassionata di astronomia, che scompare misteriosamente sulla costa ligure mentre si trova in compagnia di Claudio (Davide Iacopini) per spargere al vento le ceneri del suo amato cane. Esattamente due anni dopo torna a casa, senza ricordare niente della sua vita passata. I genitori di Vera (Anita Caprioli e Paolo Pierobon) sono sconvolti, quasi increduli, ma il DNA non lascia spazio a dubbi: quella donna è proprio Vera. E con il passare dei giorni iniziano a riaffiorare i ricordi: Vera capisce di aver vissuto la vita di Elias (Marcelo Alonso), vigilante dell’osservatori astronomico Alma, in Cile, morto clinicamente per infarto. L’uomo, infatti, si era risvegliato nello stesso momento in cui Vera era sparita nel nulla…

Come dicevamo, l’opera prima di Beniamino Catena tenta di raccontare qualcosa di nuovo, una storia che mixa fantasy, fantascienza e dramma, e lo fa con uno stile iperrealistico. Vera De Verdad è un film dai mille volti, che va scoperto piano piano e che necessita di una grande partecipazione da parte dello spettatore, protagonista a sua volta di un viaggio quasi mistico nel mondo dei sentimenti e delle emozioni dei protagonisti. E così Catena – grazie all’ottima sceneggiatura di Paola Mammini e Nicoletta Polledro – accende i riflettori sul rapporto tra vita e morte, ma non solo: il film gioca sui contrasti, esplorando le fragilità e i dubbi della natura umana.

Vera De Verdad mette fin da subito in contrasto la storia di Vera con quella di Elias, raccontando scena dopo scena l’evoluzione della storia, che esplora i personaggi attraverso le loro azioni e interazioni quotidiane. Lo spettatore può percepire lo straniamento di Vera, la tenacia di Claudio, la fede della madre della giovane e i dubbi del padre. O ancora, la voglia di riscatto di Elias, tormentato da un “fantasma bianco”. E proprio grazie a Elias troviamo una delle principali chiavi di lettura del film: “Chi si cerca di incontra”. Solo attraverso una reale connessione è possibile sconfiggere la solitudine.

Uno dei principali punti di forza di Vera De Verdad – una produzione Macaia Film, Atómica e 17Films – sono i suoi protagonisti: troviamo infatti interpretazioni degne di nota e merita una menzione particolare Paolo Pierobon, tra i migliori attori italiani in circolazione. Beniamino Catena conferma le sue ottime qualità dietro la macchina da presa, regalando – insieme a Maura Morales Bergmann – delle sequenze mozzafiato con protagonista la natura: il mare della Liguria, la caletta di Punta Crena, il deserto del Cile o il paesaggio meraviglioso di San Pedro de Atacama. Degna di nota anche la colonna sonora originale firmata dai Marlene Kuntz, brani strumentali, con musiche aggiuntive di Dan Solo e Paolo F. Bragaglia.

Vera De Verdad è certamente una bella scoperta per il cinema italiano, che conferma ancora una volta grande vitalità (soprattutto quando va oltre la commedia). Dopo aver diretto serie importanti come Squadra Antimafia e Rosy Abate, Beniamino Catena supera la prova del grande schermo e lo fa con il massimo dei voti.

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