VERA GEDROITS: CHI E’/ La donna chirurgo che ha rivoluzionato la medicina militare

- Silvana Palazzo

Vera Gedroits, chi è? La luminare nel campo della medicina di guerra tentò il suicidio nel 1903, oberata dal lavoro, dagli studi e dagli impegni famigliari

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Vera Gedroits, doodle di Google

VERA GEDROITS: LA RIVOLUZIONE DELLA MEDICINA MILITARE

Vera Gedroits protagonista odierna del doodle di Google ha rappresentato una figura centrale per rivoluzionare quelli che sono stati i principi della medicina militare, essendo stata la prima donna chirurgo dell’impero russo. All’alba del Novecento partecipò in prima persona alla guerra che vedeva la Russia combattere contro il Giappone e partì come volontaria su un treno ospedaliero della Croce Rossa per mettere a disposizione dei soldati al fronte le sue conoscenze in chirurgia. In situazione estreme e molto spesso proprio nei momenti in cui infuriavano gli attacchi nemici, riuscì a portare a termine molte difficili operazioni addominali, adattando un vagone ferroviario in sala operatoria, secondo criteri da lei stessa affermati. Un nuovo standard d’avanguardia per la chirurgia d’emergenza e militare che venne adottato come regola da parte del governo russo. (agg. di Fabio Belli)

VERA GEDROITS: I PRIMATI STABILITI

Vera Gedroits protagonista odierna del doodle di Google, continua a incuriosire il popolo del web, anche per il suo status di semi-carneade che non rende pienamente giustizia al suo straordinario operato, per il quale merita di essere ricordata ancora oggi. La donna, nata in Russia il 19 aprile 1870, ha conseguito nel corso della sua esistenza moltissimi primati: è stata la prima donna chirurgo dell’impero russo (e una tra le prime a livello mondiale), prima nell’applicazione della tecnica della laparotomia (apertura chirurgica della cavità addominale) e prima donna nel ruolo di responsabile dei dipartimenti di chirurgia, ginecologia e ostetricia.

Come abbiamo già asserito in precedenza, Vera Gedroits studiò Medicina nel suo Paese e poi in Svizzera, laureandosi con il massimo dei voti nel 1898 e divenendo poi assistente del celebre chirurgo César Roux. Una scelta, quella di dedicarsi anima e corpo alla scienza medica, riconducibile a quanto i suoi giovani occhi avevano purtroppo dovuto vedere: una malattia aveva strappato alla vita il suo fratello più piccolo, Sergei, a cui era molto legata. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

VERA GEDROITS E IL TENTATO SUICIDIO

La vita di Vera Gedroits non fu affatto facile, e lo si capisce anche dal tentativo di suicidio che fortunatamente non andò a buon fine, avvenuto nel 1903. La dottoressa pionieristica, tornò presso la madre patria, in Russia, nel 1900: dovette assistere ai suoi famigliari, (in particolare alla madre), e nel contempo iniziò il suo lavoro come medico presso il distretto di Žizdrinskij, dopo gli studi in Svizzera. In seguito si iscrisse presso l’università di Mosca e le numerose difficoltà famigliari, nonché il lavoro massacrante, soprattutto per una donna, la indussero appunto al tragico gesto. Fu una sorta di “schiaffo” che la fece destare dal torpore visto che l’anno seguente, era il 1904, partì come volontaria con la Croce rossa, dirigendosi verso il fronte durante la guerra fra Russia e Giappone: fu allora che divenne la prima chirurga militare della Russia a distinguersi per la sua capacità, abilità e nel contempo rapidità, nel curare appunto le ferite da guerra. L’anno seguente, dopo aver dimostrato sul campo le sue immense doti, divenne responsabile dei dipartimenti di chirurgia, ginecologia e ostetricia presso le residenze imperiali dello zar a San Pietroburgo. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

VERA GEDROITS, CHI È, LA MORTE DEL FRATELLO SERGEI ISPIRAZIONE PER I SUOI STUDI

Vera Gedroits, celebrata oggi da Google con un Doodle, nacque a Slobodishche da una famiglia di alto lignaggio, il nonno della mamma (di origini russo-tedesche) era capitano nell’esercito, mentre il padre era il principe lituano Ignatiy Ignatievich Gedroits. Vera Gedroits era la figlia di mezzo fra cinque fratelli, leggasi Maria, Ignazio, Nadezhda e Alexandra. Oltre a loro vi era anche Sergei, a cui la stessa Vera era decisamente affezionata e che morì giovane. Fu proprio lui, come spiegherà poi la stessa, a ispirare i suoi studi per la medicina. Dopo la morte del fratello, infatti, Vera iniziò a sviluppare un forte interesse per la materia, giurandosi di voler divenire medico per aiutare a salvare le persone e a evitare la sofferenza. Il futuro medico crebbe insieme a fratelli e genitori nella tenuta di famiglia, che venne però distrutta nel 1877 da un incendio, costringendo gli stessi a trasferirsi in una pensione dove la nonna Natalia fece da insegnante ai bimbi. In seguito Vera iniziò a frequentare la palestra femminile di Bryansk, ma venne poi espulsa per poi essere riammessa grazie all’influenza di un industriale locale. Continuò quindi la sua formazione a San Pietroburgo dove frequentò dei corsi di medicina, per poi essere arrestata, accusata di proteste. Capendo che in Russia non vi era più futuro per lei, si trasferì in Svizzera dove poi ebbe inizio realmente la sua storia. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

VERA GEDROITS, CHI È? PIONIERA DELLA MEDICINA DI GUERRA: LE SALE OPERATORIE IN TRENO

Se qualcuno oggi ci dicesse che saremo operati chirurgicamente in un vagone abbandonato di un treno, probabilmente lo manderemmo dritto dallo psichiatra: e invece Vera Gedroits, la “pioniera” della chirurgia da guerra, operava in quelle condizioni e con una dedizione e competenza che la consegnarono direttamente alla storia moderna. Come raccontano le diverse riviste dell’epoca, spesso la donna oggi celebrata dal Doodle di Google era costretta a operare «in situazioni estreme, come in ospedali da campo allestiti dentro a vagoni ferroviari abbandonati e convertiti in sala operatoria». Qui però, tanto l’abilità che per dote le era stata donata, quanto la sua velocità “aumentata” sul campo riuscirono nell’intento di curare e salvare centinaia di militari durante i primi anni del Novecento. Morì a Kiev, la sua città d’origine, per un tumore all’utero nel 1932: venne già allora celebrata con tutti gli onori per tutto ciò che aveva fatto per il suo Paese e, diremmo oggi, per l’intera medicina mondiale. (agg. di Niccolò Magnani)

IL RICORDO DELLO SCIENZIATO

Continuiamo a scoprire sempre più nel dettaglio con aneddoti e curiosità vari chi è Vera Gedroits, medico di origini russe considerata colei che di fatto ha rivoluzionato la medicina militare. Una figura che secondo molti non ha ottenuto la visibilità che si meritava, come scriveva nel 2007 Ben J. Wilson, professore dell’Università di Calgary, sulla rivista Clinical and Investigative Medicine: “È incredibile il fatto che i suoi risultati significativi siano descritti in così poche fonti. È chiaro che i suoi risultati chirurgici meritano un riconoscimento, almeno quanto quello che hanno ottenuto coloro che hanno compiuto imprese quasi identiche oltre un decennio dopo”. Il professore Wilson, parlando di Vera Gedroits, aveva aggiunto e concluso: “Il pubblico limitato a cui Gedroits ha presentato il suo lavoro ha definito il suo impatto limitato. La Russia non è riuscita a mostrarlo e l’Occidente non è riuscito a vedere le scoperte di Gedroits. La storia di Vera Gedroits – concludeva il docente dell’ateneo canadese – non è che un esempio di un ciclo purtroppo prevalente di oblio e ri-apprendimento”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

VERA GEDROITS, CHI È? CAMBIÒ LA MEDICINA DI GUERRA, LASCIÒ EREDITÀ AI VICINI DI CASA

Google dedica oggi il suo Doodle a Vera Gedroits, medico all’avanguardia considerata di fatto colei che trasformò la medicina militare, sul campo da guerra, rendendola “umana”. Dopo una carriera dedicata alla medicina, morì nel 1946 all’età di 78 anni, 16 anni dopo che le era stato diagnosticato un cancro all’utero. Le sue salme furono seppellite presso il cimitero della Trasfigurazione del Salvatore, famoso anche con il nome di cimitero di Korchevat, in quel di Kiev, in Ucraina; a celebrare il suo funerale fu tra l’altro l’arcivescovo Ermogen, che in passato era stato un suo paziente. Ha deciso di lasciare i suoi documenti e la sua eredità ai vicini di casa, i pittori Irina Avdiyeva e Leonid Povolotsky, moglie e marito, e il tutto venne scoperto durante il periodo delle Grandi Purghe in Russia nel 1937-1938, quando il loro appartamento venne perquisito. Fra il materiale trovato, anche una letta del suo professore Cesar Roux, che spiegava di aver lasciato in eredità proprio a Vera Gedroits il Dipartimento di Chirurgia dell’Università di Ginevra. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

VERA GEDROITS, CHI È PRIMA PROFESSORESSA DI CHIRURGIA/ TRASFORMÒ MEDICINA DI GUERRA

Vera Gedroits è la protagonista del doodle di oggi di Google. Il colosso di Mountain View ha scelto di celebrare il 151esimo anniversario della nascita del primo chirurgo militare donna della Russia e tra le prime professoresse di chirurgia nel mondo. La dottoressa Vera Ignatievna Gedroits non solo ha salvato innumerevoli vite durante il suo servizio, ma ha innovato la medicina di guerra con il suo lavoro. Nata nel 1870 a Kiev, che allora faceva parte dell’impero russo, era parte di una famiglia di discendenza reale lituana. Nella tarda adolescenza, lasciò la Russia per trasferirsi in Svizzera per studiare medicina. Tornò però in patria all’inizio del XX secolo, cominciando la sua pionieristica carriera medica come chirurgo in una fabbrica di cemento. Visto che gli operai della fabbrica facevano un lavoro estenuante dal punto di vista fisico, tra sollevamenti di materiale pesante, produzione e soffiatura di vetro, aveva notato che ciò indeboliva i muscoli addominali, ipotizzando che ciò fosse il motivo per il quale finiva per operare tanti pazienti con ernie.

VERA GEDROITS, NON SOLO CHIRURGO: SAGGI E POESIE

Quando nel 1904 scoppiò la guerra russo-giapponese, la dottoressa Vera Gedroits si offrì come chirurgo su un treno-ospedale della Croce Rossa. Si ritrovò ad eseguire dei complessi interventi addominali in un vagone ferroviario sotto la minaccia del fuoco nemico. Poi cominciò a lavorare come chirurgo per la famiglia reale russa prima di tornare a Kiev, dove venne nominata professoressa di chirurgia all’Università di Kiev nel 1929. Vera Gedroits è stata anche autrice di diversi articoli medici sulla nutrizione e sui trattamenti chirurgici. Il suo talento di scrittrice però ha sconfinato il mondo accademico. Infatti, pubblicò anche delle raccolte di poesie e diverse opere di saggistica, come il libro di memorie del 1931 intitolato “Vita” in cui raccontava la storia del suo viaggio personale che la portò a servire in prima linea nel 1904. La medicina non era, dunque, la sua unica occupazione, infatti pubblicò diversi volumi di poesie. Inoltre, a Kiev notarono subito la sua eccentricità. Era solita indossare abiti maschili, inoltre aveva una voce profonda e strette relazioni con le donne. Per questo, riporta BBC in un suo ritratto, molti supponevano all’epoca che fosse gay.

VERA GEDROITS, PIONIERA DELLA MEDICINA DA CAMPO

Quella di Vera Gedroits è senza dubbio una figura straordinaria, che però non è molto nota in Occidente. Eppure, è stata pioniera della medicina da campo e secondo molti storici ha dato un contributo fondamentale che avrebbe potuto salvare migliaia di vite durante la Prima guerra mondiale se fosse stato compreso meglio all’epoca. Per rendere l’idea di quanto fosse all’avanguardia per l’epoca, aveva progettato un “ospedale industriale” e in poco tempo vi aveva installato attrezzature per la fisioterapia e una macchina a raggi X, che erano stati scoperti nel 1895, meno di un decennio prima. Solo il primo anno trattò nel suo ospedale 103 pazienti chirurgici, di cui solo due morirono. Nel 2007 è apparso un articolo sulla rivista scientifica Clinical and Investigative Medicine in cui si lamentava il fatto che il mondo sembra averla dimenticata. Forse perché era alleata alla famiglia reale, forse perché donna e contro le convenzioni sociali. Vera Gedroits morì nel 1932 e fu sepolta a Kiev. Secondo la BBC, la sua tomba sarebbe stata curata per molti anni da un arcivescovo che lei aveva curato da giovane e che , quando morì, scelse di essere sepolto accanto a lei.

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