Fondazione Einaudi, verbali Cts desecretati/ Mancano quelli su Alzano e Nembro e…

- Davide Giancristofaro Alberti

Fondazione Einaudi, verbali Cts desecretati: ma sono solo 5 e mancano quelli su Alzano e Nembro e le questioni più spinose. E sul lockdown…

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Iss, Silvio Brusaferro e Giovanni Rezza (LaPresse, 2020)

Tra i documenti “desecretati” del Comitato tecnico scientifico (CTS) ci sono solo cinque verbali, quelli peraltro i cui contenuti sono noti. Mancano invece i resoconti più “spigolosi”, quelli in cui sono state affrontate le questioni più controverse. Non c’è quello sulla mancata chiusura delle zone rosse di Alzano e Nembro, così come manca il documento sui suggerimenti accolti in parte dal governo, ad esempio sulle scuole. Il dossier pubblicato da Fondazione Einaudi, dunque, ricostruisce solo in parte quanto avvenuto nella fase più acuta dell’emergenza coronavirus. Nella seduta del primo marzo gli esperti raccomandavano al governo di incrementare i posti letto: del 50% in terapia intensiva e del 100% in pneumologia e malattie infettive. Se poi nel verbale del 7 marzo 2020 il Cts proponeva misure rigorose solo in alcune zone, il premier Giuseppe Conte decideva invece per il lockdown, senza distinzioni e senza fare riferimento ad alcun atto del Comitato tecnico scientifico. (agg. di Silvana Palazzo)

VERBALI CTS DESECRETATI: SONO 5 E NULLA DOPO 9 APRILE

«I verbali del Cts sono stati consegnati a chi ne ha fatto richiesta», ha spiegato il Ministro della Salute Roberto Speranza intervenendo al Senato nell’informativa sulle prossime misure anti-Covid, annunciando la desecretazione dei verbali Cts grazie alla richiesta degli avvocati della Luigi Einaudi. Il sito della Fondazione è al momento in down per l’enorme accesso di visitatori, resta però a disposizione comunque il link per osservare i 5 verbali resi pubblici dopo l’invio da parte del Governo nelle scorse ore: «Come temevamo il nostro sito è collassato per l’enorme numero di utenti in contemporanea. Abbiamo comunque voluto rispettare l’impegno preso e le informazioni relative ai verbali del Cts sono le uniche al momento reperibili», spiega il portale della Fondazione Einaudi. A livello globale, restano comunque pochi i verbali desecretati – solo 5 all’interno della lunga fase di emergenza Covid-19 – e soprattutto non vi sono quelli cruciali del pre-Dpcm “chiudi Italia” e tutti quelli avvenuti dopo aprile, specie per le riaperture di maggio, giugno e luglio. (agg. di Niccolò Magnani)

ECCO I 5 VERBALI DEL CTS

Sono finalmente desecretati e dunque pubblici i verbali di tutte le riunioni del Comitato Tecnico Scientifico dall’inizio della pandemia Covid-19 fino al 9 aprile scorso: con un ottimo servizio publico la Fondazione Einaudi ha deciso di rendere subito leggibili e disponibili alla comunità i 5 verbali ricevuti e desecretati dal Governo con PEC inviata ieri sera dal Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli. Si parte dal verbale del Cts del 28 febbraio 2020 dove in piena esplosione dell’emergenza coronavirus i tecnici consigliano al Governo il DPCM con cui chiudere i viaggi all’estero per scuole e turisti e invitare allo smart working laddove possibile. Si parla poi della diversa situazione epidemiologica delle Regioni italiani, con Emilia Romagna-Lombardia-Veneto che presentavano le maggiori criticità per i focolai esplosi. Nel verbale n.14 della riunione Cts del 1 marzo 2020 si leggono invece le prime regole ufficiali anti-Covid (distanziamento, lavaggio mani, disinfettanti): non siamo ancora al Dpcm “chiudi Italia” di 8 giorni successivi ma già si accennano le disposizioni per l’aumento di terapie intensive e le nuove misure da adottare negli ospedali e case di cura. Nel verbale n.21 del 7 marzo 2020 il Comitato Tecnico Scientifico a ridosso della chiusura totale e del lockdown imposto in tutta Italia consiglia le azioni più restrittive possibili per diminuire l’impatto del Covid-19 nel Paese: l’Italia viene divisa tra le zone rosse di Lombardia, provincie di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio Emilia e Modena, Pesaro Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria e tutta la restante parte, con disposizioni e regole diverse. Nel penultimo verbale desecretata, quello del 30 marzo 2020 vengono invece delineare le prime ipotesi di Fase 2 per la gestione del Covid-19: nelle lunghe 60 pagine si affrontano diversi pareri scientifici, le disposizioni per bambini e scuole, i consigli su test sierologici e materiali Dpi ma anche le prime risultanze dei farmaci sperimentali anti-Covid. Da ultimo, nel verbale n.49 del 9 aprile 2020 (ben 115 pagine) si inizia a discutere del graduale allentamento delle misure stringenti del lockdown (che comunque continuerà fino agli inizi di maggio): seguono poi una lunga serie di raccomandazioni per attività commerciali, ospedali e studi di sieroprevalenza, scuola e silvicoltura. (agg. di Niccolò Magnani)

ONLINE I VERBALI DESECRETATI

Dalle ore 12 di oggi la Fondazione Luigi Einaudi pubblica ufficialmente i verbali del Cts desecretati fino ad ora: ieri sera alle 21.15, spiega la stessa Fondazione liberale, «sono stati trasmessi tramite PEC dal Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli agli avvocati Enzo Palumbo, Andrea Pruiti Ciarello e Rocco Mauro Todero le copie dei verbali del Comitato Tecnico Scientifico n.12 del 28.2.2020; n.14 dell’1.3.2020; n.21 del 7.3.2020; n.39 del 30.3.2020 e n.49 del 9.4.2020». Con questa decisione il Governo cambia direzione rispetto alle iniziali ritrosie nel comunicare i contenuti e i testi di quelle riunioni decisive nella gestione della pandemia Covid-19 fin dai primi momenti: viene così anticipato «il prevedibile esito dell’udienza collegiale fissata per il 10 settembre 2020, innanzi alla Terza Sezione del Consiglio di Stato e aderire alle richieste degli avvocati, fortemente rilanciate dalla Fondazione Luigi Einaudi e sostenute da molti parlamentari e da gran parte dell’opinione pubblica», conclude la Fondazione. Gli stessi avvocati auspicano che d’ora in avanti il Governo arrivi a pubblicare di propria sponte anche tutti i prossimi verbali dato che «La trasparenza è un principio imprescindibile delle liberal-democrazie, che impone la pubblicazione di tutti gli atti riguardanti la compressione, più o meno incisiva, di diritti e libertà di rango costituzionale». Qui il link al sito della Fondazione Einaudi dove dalle 12 verranno pubblicati i verbali del Cts. (agg. di Niccolò Magnani)

FONDAZIONE EINAUDI CONVINCE IL GOVERNO

Palazzo Chigi ha deciso di desecretare i verbali del Cts, il Comitato tecnico scientifico, documentazione richiamata in tutti i Dpcm emanati durante l’emergenza sanitaria, e fino ad oggi rimasta segreta. A comunicarlo è stata la Fondazione Luigi Einaudi dopo una battaglia giudiziaria cominciata lo scorso mese di aprile, con l’obiettivo appunto di rendere pubblici i documenti di cui sopra. “La Fondazione Luigi Einaudi – il breve comunicato pubblicato nella giornata di ieri, 5 agosto, dalla fondazione piemontese – annuncia che pochi minuti fa gli avvocati Rocco Todero, Andrea Pruiti ed Enzo Palumbo hanno ricevuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri la documentazione a suo tempo secretata del Comitato tecnico scientifico posta a base dei Dpcm”, per poi ringraziare “la presidenza del Consiglio dei Ministri per la sensibilità dimostrata”, e annunciare che i verbali verranno resi pubblici sul proprio sito web “nella giornata di domani (oggi ndr)”. Il premier Conte ha così deciso di porre la parola fine al contenzioso: “È stato così accolto – si legge ancora sul sito dell’Ente – l’appello che il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto, ha rivolto al presidente del Consiglio Conte di far prevalere informazione e trasparenza rispetto ad elementi di tale rilevanza per la vita dei cittadini italiani”.

CORONAVIRUS, DESECRETATI I VERBALI CTS: LA VICENDA GIUDIZIARIA

Come detto sopra, la querelle giudiziaria era iniziata ad aprile, quando la Fondazione aveva chiesto l’accesso ai documenti del Cts datati 28 febbraio, 1 marzo, 7 marzo, 30 marzo e 9 aprile 2020, quelli che più volte il presidente del consiglio aveva citato nei vari Dpcm. Obiettivo dell’Einaudi “Consentire agli italiani di conoscere le vere motivazioni per le quali, durante l’epidemia da Covid 19 sono stati costretti in casa – hanno spiegato gli avvocati della Fondazione, come si legge sull’edizione del 5 agosto de Il Fatto Quotidiano – anche in quelle regioni o in quei territori dove non si sono registrati casi di infezione”. Peccato però che le istituzioni abbiano fatto muro, e il 26 maggio è stato presentato un ricorso al tribunale amministrativo, che ha accolto in data 22 luglio le ragioni della Fondazione. A sua volta è stato poi lo Stato a presentare ricorso (era il 28 luglio), in quanto trattasi di atti amministrativi da tutelare perchè riguardanti “la sicurezza pubblica” e “l’ordine pubblico”. Il 31 luglio era giunta la decisione del Consiglio di Stato che aveva rimandato il tutto ad un collegio, sostenendo che “non si comprende, proprio per la assoluta eccezionalità di tali atti perché debbano essere inclusi nel novero di quelli sottratti alla generale regola di trasparenza e conoscibilità da parte dei cittadini, giacché la recente normativa, ribattezzata freedom of information act sul modello americano, prevede come regola l’accesso civico”. Nel frattempo anche il Copasir ha deciso di sostenere la causa dell’ente piemontese e alla fine Conte ha superato l’empasse comunicando i verbali.

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