Veriana Panini e Nonna Antonia/ Martina amore-odio con la mamma, ma la nonna…

- Elisa Porcelluzzi

Martina Panini, trans e sorda, parla del rapporto con nonna Antonia e delle difficoltà vissute con i suoi genitori.

Martina Panin
Martina Panini racconta la sua storia

Martina Panini ha commosso la giuria di Tu si sue vales con la sua storia tra handicap e discriminazione. Fino a quattro anni fa Martina era Marco, e quando aveva solo tre anni le è stata diagnosticata la sordità. Per molto tempo è stata bullizzata per il suo handicap e per il suo sentirsi nel corpo sbagliato. Al suo fianco c’è sempre stata nonna Antonia, vissuta fino a 101 anni, l’unica a comprendere la sua sofferenza: “Mia nonna era l’unica persona che mi aveva capito. I nonni sono patrimonio dell’umanità. Mia nonna mi ha portato a un percorso fino al giorno del mio intervento, mi ha aiutato a livello economico, a essere felice”, ha raccontato a Tu Sì Que Vales. Martina ha poi ricordato un aneddoto molto tenero legato alla nonna: “Mi aiutava a fare le parrucche di lana. Questa è stata la mia gioia”. Infine ha aggiunto che la nonna le ha fatto da mamma, nonostante fosse di un’epoca diversa.

MARTA PANINI: AMORE E ODIO CON MAMMA E PAPÀ

Più difficile invece è stato il rapporto con i genitori. A Tu si que vales, Martina Panini ha raccontato di come i genitori inizialmente non hanno capito il suo disagio: “I genitori non mi hanno mai saputo capire cosa vuol dire essere nata in un corpo sbagliato. Hanno tirato su un muro perché pensavano che io fossi in una fase di crescita”. Fortunatamente dopo tanti anni, adesso Martina ha un bel rapporto con i suoi genitori: “Ora vivo con i miei genitori, mi appoggiano. Mi stimano perché sono riuscita ad affrontare tante cose. Li ho odiati, ma ora li posso amare. Purtroppo è un amore-odio che mi porterò sempre”. A inizio anno Martina con mamma Veriana è stata ospite di Caterina Balivo a “Viene da me” e insieme hanno raccontato la loro storia. Oggi pomeriggio, lunedì 30 novembre, Martina Panini sarà ospite di Serena Bortone a “Oggi è un altro giorno”: “Lo faccio per noi persone che hanno affrontato un percorso di transizione, per chi ha un orientamento sessuale diverso dalla società impostata, che debbano essere felici e che i genitori accettano la loro felicità! Per chi è sord* bisogna farci valere!”, ha scritto sul suo profilo Instagram.

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