Veronica D’Ascenzo, sopravvissuta terremoto 2002/ “Ho pregato e poi ho visto la luce”

- Silvana Palazzo

Veronica D’Ascenzo, sopravvissuta al terremoto del 2002: “Ho pregato e poi ho visto la luce”, racconta a Vieni da me. Ora insegna, ma non dimentica quel dramma

veronica dascenzo vienidame
Veronica D'Ascenzo, sopravvissuta terremoto 2002
Veronica D’Ascenzo a 7 anni è sopravvissuta al crollo della sua scuola elementare per il terremoto del 2002 a San Giuliano. «Quel giorno mancava la nostra maestra. Le prime ore sono rimasta con una insegnante, poi siamo stati smistati in altre classi. Ci siamo salvati io, una mia amica e una insegnante. Infatti nella mia città manca l’intera annata del 1996». Oggi quell’amica, Rachele, l’ha accompagna a Vieni da me per raccontare quel dramma. «Non ho avuto il tempo di rendermi conto, è stato tutto veloce. Mi sono girata e ho visto le finestre rompersi. Ho visto la mia maestra mettersi le mani sul volto. Vedevo a me crollare tutto. Ho visto una parte di parete venirmi addosso e ho perso i sensi. Mi sono svegliata con la testa sotto un tavolo». Sono stati attimi terribili per lei. «Perdevo sangue, sono rimasta immobile per otto lunghissime ore. La mia fortuna è stata avere la mia amica Rachele, se sono salva lo devo anche a lei. Stavo morendo soffocata dal mio sangue che scendeva in gola», ha raccontato a Vieni da me.

VERONICA D’ASCENZO, A VIENI DA ME RACCONTA IL DRAMMA NEL 2002

Veronica D’Ascenzo in quei momenti si è affidata a Dio. «Io e la mia amica Rachele abbiamo pregato». Vicino a me c’era la loro amica Martina. «Avevo il suo braccio vicino e lo toccavo. Pian piano ho cominciato a sentire che si raffreddava, ma non capivo che era morta». Dopo otto ore ha visto la luce: è stata estratta viva dalle macerie della scuola crollata per il terremoto del 2002. E per lei è stata la salvezza, perché stava morendo soffocata. «Mi hanno rianimata mentre ero in barella». Ora si è laureata e vuole fare la maestra. «Cercavo di ricambiare l’affetto ricevuto in quel periodo buio della mia vita. Ho riflettuto e mi sono chiesta come potevo ricambiare amore. L’insegnante riesce a donare amore, quindi voglio seguire i primi passi dei bambini. Voglio essere un punto di riferimento positivo per le future generazioni». La madre non l’ha mai abbandonata: «La mia guerriera, mi ha sostenuto in tutto». Il cugino Luigi invece non ce l’ha fatta: «Stava temperando la matita quando è avvenuto il terremoto, lo hanno trovato col temperino in mano».


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