Veronica Panarello, sentenza Cassazione/ Confermata la condanna a 30 anni?

Veronica Panarello, sentenza Cassazione: domani si scoprirà il verdetto definitivo dopo le condanne in primo grado e in appello a 30 anni

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Veronica Panarello (Storie Italiane)

Si terrà domani la sentenza della Cassazione in merito all’omicidio del piccolo Lorys, per cui è in carcere la mamma, Veronica Panarello. Dopo la condanna in appello a 30 anni di reclusione, la madre è stata considerata colpevole dell’uccisione del figlio, e fra meno di 24 ore scopriremo se la Cassazione confermerà il verdetto, oppure lo ribalterà. La vicenda risale pressoché a cinque anni fa, al novembre del 2014, quando Lorys Andrea Stival venne ucciso in quel del comune di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa. Il bimbo aveva appena 8 anni e inizialmente la madre aveva spiegato alle forze dell’ordine di averlo trovato così, senza vita, dichiarandosi quindi fin da subito innocente. Con il passare dei giorni e delle indagini, il cerchio si era poi stretto attorno alla stessa Panarello, che più volte si era contraddetta fornendo versioni a volte discordanti con loro, arrivando poi a puntare il dito anche nei confronti dell’ex suocero nonché nonno di Lorys, poi risultato completamente estraneo ai fatti.

L’AVVOCATO DI VERONICA PANARELLO: “E’ MOLTO SOLA…”

Pochi giorni dopo il ritrovamento del corpo, la donna venne messa in stato di fermo, quindi arrestata e condannata in primo grado a 30 anni di galera, poi confermati in appello. Secondo l’avvocato, però, la pena detentiva sarebbe troppo alta, e di conseguenza spera che domani, nella definitiva sentenza, quelle tre decadi possano essere rimesse in discussione. Ricordiamo che la Cassazione può solamente confermare o “smentire” la precedenza sentenza, di conseguenza, nel caso in cui l’ultimo grado si schierasse contro i 30 anni, a quel punto bisognerà ricominciare da capo e rifare un altro processo. In base alle indiscrezioni circolanti in queste ore, la Panarello non sarà presente in aula, ma ascolterà la sentenza direttamente dal carcere, tramite un televisore collegato. Fanpage ha intervistato ieri Villardita, l’avvocato dell’unica imputata, che ha spiegato: “Veronica è molto sola. E’ supportata solo dal padre mentre la mamma e le sorelle non l’hanno visitata in questi giorni e non le hanno scritto”.



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