Via la paura dai brutti ricordi/ Università di Bologna: “Così alteriamo la memoria”

- Davide Giancristofaro Alberti

Via la paura dai brutti ricordi. Uno studio realizzato da alcuni ricercato dell’università di Bologna ha permesso di ridurre le emozioni negative dai brutti episodi vissuti

Cervello
Cervello (Pixabay)

Un gruppo di studiosi dell’università di Bologna Alma Mater, sta cercando di capire se sia possibile rimuovere le emozioni negative legate ai ricordi che ci fanno stare male. Così come accadeva nel film con protagonista Jim Carrey “Se mi lasci ti cancello”, con il protagonista che si era fatto resettare la memoria, si sta provando a capire se si possa in qualche modo fare questo reset anche nella vita normale. La sperimentazione, pubblicata sulla rivista “Current Biology”, è stata effettuata su 84 persone per due anni presso il Dipartimento di Psicologia di Cesena, e attraverso la stimolazione cerebrale si è cercato di dissociare la paura del ricordo che l’aveva provocata. Giuseppe di Pellegrino, docente di neuroscienze cognitive, ha spiegato: “Nel primo step – parole riportate da Repubblica in data 3 agosto – abbiamo indotto nei partecipanti un ricordo aversivo, ovvero spiacevole, con delle scariche elettriche. Il giorno dopo è stato rinnovato con richiami alla situazione vissuta, e per questo è stato sufficiente farli tornare nella stessa stanza. Poi li abbiamo sottoposti alla Stimolazione magnetica transcranica o TMS che, grazie ad una bobina posizionata sulla testa, permette di creare un campo magnetico in grado di modificare l’attività neurale di specifiche aree cerebrali. In questo modo i ricordi riattivati sono stati separati dalla paura “.

VIA LA PAURA DAI BRUTTI RICORDI: “MA NON SIAMO MENGELE”

Il risultato è stato che il ricordo negativo rimaneva nella mente di chi l’aveva vissuto, ma l’impatto emotivo ad esso associato si era ridotto in maniera drastica. E chi vede implicazioni per certi versi inquietanti, il neuroscienziato riassicura: “Non siamo Mengele, c’è un comitato etico, ma certo lo studio ha a che fare con la manipolazione. I ricordi quando si formano sono di per sé labili e dunque modificabili. Si chiama finestra di suscettibilità ed è su quella che interferiamo”. Ed ora quali potrebbero essere gli sviluppi futuri? “Sara Borgomaneri, ricercatrice e prima autrice dello studio, ha ricevuto un contributo dal Ministero della Salute per approfondire eventuali applicazioni a individui affetti da stress post traumatico, accadimenti come il Covid, i terremoti. Ma si pensa possa essere utile pure nel trattare le fobie”. Lo stesso effetto potrebbe essere ottenuto anche con le emozioni positive associate a ricordi “sbagliati”, come ad esempio l’abuso di sostanze: “In questo caso si interviene sulle emozioni positive. Eliminando la sensazione piacevole legata al ricordo dell’uso di droghe, si potrebbe intervenire sulla dipendenza”.

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