“Video anche per nozze gay”/ Registi cristiani si oppongono: Corte Usa gli dà ragione

- Paolo Vites

Nozze gay, sentenza della Corte federale Usa: “sì alla libertà religiosa, nessuna legge di uno stato può essere superiore”. Il caso dei registi cristiani condannati

Una coppia gay
Una coppia gay (Web, 2019)

Sono una coppia di attori e registi di spot pubblicitari, filmini matrimoniali, cortometraggi, Carl e Angel Larsen. Ma hanno un difetto, sono cristiani. In un paese, gli Stati Uniti, che ci ha messo anni minacciando multe salatissime e chiusura dell’attività per decidere che un pasticciere cristiano potesse avere il diritto di rifiutarsi a fare una torta nuziale per un matrimonio gay (torta che includeva slogan pro Lgbt, va ricordato) ogni tipo di attività è oggi a rischio. I due, che vivono nel Minnesota negli Stati Uniti, infatti dovevano sottoporsi alla richiesta legislativa del loro stato di “produrre vide di matrimoni sia del sesso opposto che dello stesso sesso e anche di qualsiasi tipo di sesso”. Sorvoliamo su questo allucinante ultimo riferimento pensando che magari includa anche il sesso con gli animali – e perché no visto che tutto è lecito? – e fermiamoci al fatto che, anche senza scendere in discussioni politiche, un imprenditore non possa avere la libertà di scegliere i clienti per cui lavorare, come fa intendere lo stato del Minnesota. Proprio nella patria della libertà imprenditoriale, gli Stati Uniti d’America. Siamo infatti all’assurdo: lo stato ha anche richiesto di produrre video che rappresentino tutti i “matrimoni tra persone dello stesso sesso e di sesso opposto in una luce altrettanto” positiva” . 

LA SENTENZA DELLA CORTE FEDERALE

Ciò ha sollevato la possibilità che una coppia gay a cui non piaceva la qualità soggettiva di un video prodotto dai Larsens potesse denunciare e chiedere sanzioni statali contro di loro sulla base di una presunta discriminazione basata sull’orientamento sessuale. Cioè il filmino era brutto, hanno sostenuto, perché loro essendo cristiani hanno fatto apposta a girarlo malamente. Si è aperta una diatriba legale ed è intervenuta la Corte federale degli Stati Uniti che ha dato ragione alla coppia. La Corte ha dovuto decidere se il Primo Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti, che garantisce la libertà e l’espressione religiosa, è superiore a qualsiasi legge statale presumibilmente intesa a prevenire la discriminazione basata sull’orientamento sessuale. Nella sentenza, uno dei giudici della corte, David Stras giunge a una conclusione semplice, ovvia ma cruciale. I video di nozze di Larsens sono una “forma di comunicazione che ha diritto alla protezione del Primo Emendamento”. E aggiunge che “sebbene le leggi antidiscriminazione siano molto importanti, devono sottomettersi alla Costituzione”. Il primo emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti proibisce la creazione di qualsiasi legge in relazione all’istituzione ufficiale di una religione, che impedisce la sua pratica libera, che riduce la libertà di espressione, che viola la libertà di stampa, che interferisce con il diritto di riunione pacifica o il divieto di chiedere un risarcimento per i reclami del governo.



© RIPRODUZIONE RISERVATA