ISS, VIDEO CONFERENZA STAMPA/ “Serve stretta in Campania, Veneto, Friuli, E. Romagna”

- Niccolò Magnani

Video conferenza stampa Iss 10 novembre: Brusaferro “in 4 Regioni (Campania, Friuli, E. Romagna, Veneto) serve stretta”, ma non ci sarà alcuna ordinanza. Locatelli “l’indice Rt rallenta”

franco locatelli
Franco Locatelli, Presidente Consiglio Superiore di Sanità (LaPresse)

L’Agenzia Ansa poco dopo la conferenza stampa dell’Istituto Superiore di Sanità ha indicato in Campania, Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia le 4 Regioni indicate dal presidente Brusaferro come ritenute «di opportuna anticipazione di misure più restrittive». Sulla base dell’ultimo report presentato oggi, le 4 Regioni sono entrate in scenario 4 ma potrebbero ben presto abbandonare il “rischio moderato” con alta probabilità di progressione nei prossimi giorni. Al netto di questo, il Ministero della Salute fa sapere poco dopo sempre all’Ansa che «nessuna nuova ordinanza è prevista» per le 4 Regioni sopraindicate: «I dati del monitoraggio avvenuto ieri», spiegano le stesse fonti, «hanno portato ad un’ordinanza già firmata dal ministro Speranza. Non sono previste altre ordinanze prima di ulteriori esiti del monitoraggio». Nel frattempo mentre in Campania i tecnici del Ministero stanno continuando a svolgere opera di verifica sui dati Covid-19 per prendere una decisione definitiva tra stasera e domani, è Brusaferro a tornare sull’emergenza pandemica lanciando un appello ai giovani «bisogna evitare assembramenti tra amici. Focolai avvengono ora in contesti intra e peri-familiare».

BRUSAFERRO: “TUTTE LE REGIONI A RISCHIO ALTO O MODERATO”

Quasi tutte le Regioni sono ad alto o moderato rischio di contagio Covid, ma l’Rt in Italia rallenta il che non può che essere uno scenario positivo per scongiurare il pericolo lockdown nazionale (Italia tutta zona rossa): queste alcune delle considerazioni emerse durante la conferenza stampa dell’Istituto Superiore di Sanità (tradizionale ogni martedì), alla presenza del Presidente Iss Silvio Brusaferro e Franco Locatelli (n.1 Consiglio Superiore di Sanità). «La curva del contagio in Italia è molto preoccupante. Per renderla meno pericolosa servono provvedimenti», spiega il membro Cts responsabile del “piano Iss” sul quale si è modulato l’ultimo Dpcm sulle zone gialle, arancioni e rosse: è asintomatico il 50-60% dei casi riscontrati fino ad oggi, età mediana 50 anni e in crescita i casi over 70. Aumentano i ricoveri, «soprattutto c’è incremento di ricoveri in terapia intensiva», sottolinea ancora Brusaferro nel presentare il settimanale aggiornamento sull’emergenza Covid dal Ministero della Salute. Per essere ancora più chiaro, il n.1 Iss aggiunge «L’ Italia è molto ricca di casi e la crescita è molto significativa superiore ai 100 casi per 100mila abitanti. Le terapie intensive e i ricoveri in area medica mostrano una curva che cresce rapidamente vicino a soglie critiche».

CONFERENZA STAMPA ISS: “L’RT RALLENTA, SERVE PORTARLO SOTTO L’1”

Il dato positivo riscontrato oggi riguarda però l’evoluzione dell’indice Rt: ieri nel monitoraggio sulla settimana 25 ottobre-1 novembre l’Istituto Superiore di Sanità ha riscontrato la quota 1.7 a livello nazionale, con tutte le Regioni sopra l’1.5 (Lombardia in testa a 2.08). Anche per questo motivo la nuova ordinanza presentata nella Cabina di Regia a Palazzo Chigi ha imposto 5 nuove Regioni in zona arancione (Liguria, Toscana, Umbria, Basilicata, Abruzzo) e si appresta a modificare anche l’area di rischio della Regione Campania: per gli studi Iss però «L’Rt sta crescendo più lentamente: a livello nazionale siamo a 1,7, con un intervallo di confidenza di 1,5. Questo ci dice che complessivamente il Paese è in uno scenario 3, ma anche che in tutto il Paese siamo a un Rt sopra 1 e in alcuni casi si sfiora il 2». Siamo dunque in una fase di “mitigazione”, spiegano gli esperti dell’Iss, «ora le misure di riduzione della socialità sono importanti per rallentare la corsa del virus». Per il presidente del Cts Locatelli – rilancia al termine della conferenza stampa – «C’è una decelerazione che è il frutto delle misure già poste in essere. ci aspettiamo che con il trascorrere dei giorni i dati possano ulteriormente migliorare». Serve dunque sempre rispettare le regole base («Le raccomandazioni sono sempre mascherina, distanziamento e igiene delle mani, che restano le misure principali») ma soprattutto «rallentare i contatti tra le persone e quindi la diffusione del virus».



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