Vietata recita di Natale a bambini dell’asilo: caos Ancona/ “Offende i non cattolici”

Moie (Ancona), vietata recita di Natale ai bambini dell’asilo per non offendere i non cattolici: genitori sul piede di guerra. Meloni su tutte le furie.

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Immagine di repertorio

Bufera a Moie, provincia di Ancona: vietata la recita di Natale ai bambini dell’asilo Gianni Rodari di via Torino. Il motivo? Potrebbe offendere i piccoli alunni non cattolici. Come riportano i colleghi de Il Messaggero, nelle ultime ore è scoppiato il caos: i bimbi non festeggeranno l’inizio delle festività natalizie con la classica recita tra canti e balli, in segno di rispetto per i bambini stranieri (circa il 10%). Genitori sul piede di guerra: «I nostri bambini non potranno fare la recita di Natale perché discriminatorio nei confronti dei bimbi non cattolici, ma vi sembra normale?», le proteste raccolte dal quotidiano capitolino. Ma nonostante ciò, gli insegnanti non sembrano intenzionati a tornare sui loro passi… Un nuovo tema di dibattito politico, dopo i polveroni legati all’uso del crocifisso e del presepe nelle scuole di tutta Italia.

MOIE (ANCONA), VIETATA RECITA DI NATALE A BIMBI DELL’ASILO

Sul caso è intervenuto anche il sindaco Tiziano Consoli, che considera troppo forte ed estrema la presa di posizione degli insegnanti dell’asilo Rodari. A suo avviso, la scelta di vietare la recita di Natale per tutelare alcune persone rischia di scontentarne altre: «Per i bambini di quell’età è più un gioco, un momento per stare insieme e divertirsi. Ma annullarlo significa ampliare il divario religioso, culturale e dei costumi di ciascun alunno, anziché favorire l’integrazione. Andrò a parlare con gli insegnanti per cercare una soluzione, poi saranno convocati gli organi scolastici per trovare una mediazione», le sue parole riportate da Cronache Maceratesi. Questo, invece, il giudizio di Giorgia Meloni: «Prima era “discriminatorio” il crocifisso, poi il presepe, ora le recite di Natale. Ma sono i bimbi a sentirsi offesi, o è il fanatismo ideologico di qualche dirigente a spingere per censurare ogni simbolo e tradizione della nostra cultura?».



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